Michele Vitali: “Riparto da zero e mi ispiro a Basile”

Vitali Michele

Fonte: La Gazzetta dello Sport di Vincenzo Di Schiavi

 

Un talento in fuga dall’Italia. Non per necessità, ma per scelta.

Quella di Michele Vitali, 26 anni, gli ultimi due a Brescia da protagonista, tassello sempre più importante nell’Italia che il C.T. Sacchetti ha in mente, è una storia atipica rispetto a quella di tanti suoi coetanei. Non è un espatrio sull’onda di stenti e rancori.

È l’esatto contrario: ripartire da zero, uscire dalla comfort zone, rimettersi in gioco lontano dagli agi dal proprio villaggio, tornare un signor nessuno.

Andorra, club di Acb e di Eurocup, ha bussato alla sua porta e tanto gli ha offerto. Lui ci ha pensato un po’ e poi ha fatto fagotto.

L’impatto è promettente: mvp della Lliga Catalana, torneo prestagionale della comunità autonoma, superando il Barcellona in finale. Infine rieccolo a Casa Italia per le sfide a Polonia e Ungheria.

Michele, come si sta sui Pirenei?: “Benissimo. Città piccola, ma carina e accogliente. Un gran bel centro storico e poi non fa nemmeno freddo. Anche alla mia fidanzata piace molto.”

E con il catalano?: “Insomma… Sto studiando lo spagnolo, ho scaricato un’applicazione sul telefono e faccio pratica con i miei compagni. Con Colom, che è di Andorra, parlo italiano e lui ricambia parlandomi in spagnolo.”

La Liga è il miglior campionato d’Europa. Prime impressioni?: “Il gioco è più veloce rispetto all’Italia, meno tattico, se hai un vantaggio ne approfitti subito senza stare troppo a pensare. Organizzazione e infrastrutture sono super. La Lliga Catalana l’abbiamo giocata a Lleida in un palasport bellissimo. Ho chiesto: è un club di seconda divisione….”

Altre differenze?: “Troppo presto. Mi sono fatto un’idea ancora superficiale. C’è però una differenza del tutto personale: qui sono uno dei tanti stranieri, lo status di italiano non mi dà vantaggi, non sono un giocatore protetto. Riparto da zero, a 26 anni ho seguito il gusto della sfida, non l’ho fatto per soldi, alcuni club italiani mi offrivano di più. In Acb però mi aspettano 8 partite contro squadre di Eurolega, solo in Spagna può accadere.”

Seguendo magari l’esempio del suo modello Basile. In Spagna è ancora qualcuno: “Sarebbe clamoroso. Il Baso è stato un giocatore incredibile. L’ho sempre spiato, cercando di rubargli qualcosa. Glielo confessai pure quando giocavo a Caserta e lui a Capo d’Orlando: “Sei il mio idolo” gli dissi a fine gara.”

Lasciare Brescia è stato difficile?: “Sì, quello è stato lo scoglio più duro da superare. Brescia è speciale, una seconda casa. Ho passato due anni intensi, circondato da persone splendide e dal privilegio di ritrovare mio fratello in campo e fuori.”

A proposito, Luca come la pensa?: “Nel momento della scelta è stato fantastico, misurava le parole, non voleva condizionarmi. A scelta fatta è stato felice come fratello e dispiaciuto come compagno.”

Veniamo all’Italia. Com’è il clima a Casa Italia?: “C’è fame di Mondiale e voglia di vincere contro Polonia e Ungheria. Si pensa solo a quello.”

In realtà si è parlato molto anche degli assenti…: “Ho letto, ma l’unica cosa che conta è battere Polonia e Ungheria.”