Mussini: “Ritorno a Reggio per dimostrare quanto valgo davvero anche in Serie A”

Fonte: Gazzetta di Reggio di Linda Pigozzi

 

Con un post sui social, ieri, Federico Mussini ha salutato Trieste, il team che ha contribuito a portare in serie A, e ha riabbracciato la sua Reggio.

Una scelta, quella di ritornare nel club dove è cresciuto, presa solo all’ultimo.

“Mi sono tenuto la possibilità di studiare tutte le opzioni possibili”, spiega l’esterno 22enne.

Il suo contratto con la Pallacanestro Reggiana scadrà solo alla fine del giugno 2020 ma, nel momento del prestito a Trieste, alla fine del marzo scorso, gli era stata concessa la possibilità di restare un altro anno in prestito.

L’operazione si sarebbe però dovuta concretizzare entro il 10 luglio.

Ha pensato di restare a Trieste?: “Mi sono trovato bene all’Alma. Restare là era un’opzione che valutavo. Mi hanno però detto che, con il rientro di giocatori e a causa dei contratti, non sarei rientrato nei loro piani. Mi sono guardato attorno e mi sono preso tutto il tempo a disposizione. Io volevo giocare in serie A, così ho scelto di tornare a Reggio.”

Con che spirito lo fa?: “Voglio dimostrare di essere un giocatore di serie A. È una sfida con me stesso. Ho fiducia nelle mie capacità e ogni giorno, in ogni allenamento e in ogni partita, non risparmierò neppure una briciola di energia per dimostrare di essere da serie A.”

I soliti maligni parlano di cattivi rapporti con Menetti. È tornato perché il Coach è cambiato?: “No. Tante cose non sono andate bene la scorsa stagione, ma io con Max a livello umano ho sempre avuto un bel rapporto.”

Contento della promozione a head Coach di Devis Cagnardi?: “Mi ha allenato quando ero bambino e poi nell’Under 17: insieme raggiungemmo le finali nazionali. La cosa che mi piace di più di lui è che è molto motivato. Deve dimostrare qualcosa e in comune abbiamo una forte motivazione.”

La scorsa settimana ha avuto un confronto con Cagnardi. Cosa vi siete detti?: “Mi ha parlato un po’ della situazione generale della nuova squadra. Il suo è stato un discorso motivazionale più che tecnico. Mi ha messo davanti situazioni positive e negative e mi ha chiesto se ero pronto ad affrontarle.”

Il progetto tecnico prevede che lei non giochi più in regìa ma che sia il cambio della guardia titolare. Gradisce questa soluzione?: “È una sfida. A Trieste sono stato felice di poter giocare play in gare con tanta pressione e contro avversarie forti, ma in realtà il ruolo ha un’importanza secondaria per me. Voglio dimostrare ciò che so fare a prescindere dal ruolo.”

Del nuovo team, anche se ancora incompleto, cosa dice?: “Sono felice di trovare Gaspardo che ho conosciuto a Trieste e di ritrovare i ragazzi.”

Non ci sarà però Amedeo Della Valle. Lei che lo conosce molto bene, pensa che abbia fatto la scelta giusta legandosi a Milano?: “La sua non è stata una scelta facilissima. Milano avrà come sempre una squadra forte e competitiva. So però bene come è Amedeo mentalmente e non ho dubbi che riuscirà a far bene anche in Eurolega.”