Nando Gentile: «Non c’è interesse a lanciare giovani e produrre talenti per la Nazionale»

Nando Gentile Foto Ciamillo-Castoria

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

Club Italia

«No, non credo interessi davvero a nessuno creare un settore giovanile importante altrimenti l’avremmo già fatto con la collaborazione di tutti. La serie A italiana è diventata una G-League dei campionati europei. Ci giocano tanti stranieri e troppi americani che però non aggiungono nulla alla qualità del gioco e neanche alla spettacolarità. Abbiamo perso d’identità. Milano, il club italiano più ricco e dove fino a due anni fa ero il responsabile del settore giovanile, non ha un giovane in squadra proprio perché manca la voglia di crearlo. Questa è la ragione per cui con la Nazionale non riusciamo ad ottenere più grandi risultati».

Ricetta

«Non è difficile. Diminuire il numero di stranieri tra comunitari ed extracomunitari. Io sancirei un limite massimo fissandolo a 4 in modo da dare maggior spazio agli italiani che così nutrirebbero le rose e darebbero un’identità locale, come è giusto che sia, a una squadra italiana».

Fino a 25 anni fa…

«Eravamo il primo campionato europeo per distacco. E al mondo eravamo i più quotati solo dopo l’Nba che però è un campionato che fa storia a sé dove vengono fuori giocatori con la cultura del basket che viene insegnato nelle scuole, da bambini. Allora i settori giovanili erano considerati e seguiti con cura da noi».

Livello campionato italiano

«Ci sono squadre che fanno campionato a sé. Ecco Milano che ha un budget decisamente superiore a tutte e quindi giocherà per lo scudetto. Venezia ha un buon roster, profondo e credo sia la squadra accreditata ad essere l’anti-Olimpia».