NBA: bella vittoria di OKC contro i Clippers; Toronto a fatica in casa con Dallas; perde Golden State, priva di Curry, Durant e Thompson; vincono Boston, Miami e Philadelphia

Fonte: SkySport

 

Oklahoma City Thunder – L.A. Clippers: 121 – 113

Il successo di OKC sugli L.A. Clippers ha due volti, uno noto e uno insospettabile. Il primo è ovviamente quello di Russell Westbrook, che seguendo la regola del “non c’è due senza tre”, si è regalato la terza tripla doppia in fila (16 punti, 10 rimbalzi e 11 assist), salendo a quota 101 in carriera. L’altro è quello di Corey Brewer che ha festeggiato la quinta vittorie in cinque partite da titolare segnando ben 22 punti e pareggiando il massimo in carriera con 6 recuperi. “Non direi che è sorprendente il mio adattamento così veloce” ha commentato l’ex Laker, “Coach Donovan mi fa sentire a mio agio, con lui ho vinto due titoli al college. La fiducia che ha in me rende tutto più semplice. Poi io amo correre: è il mio gioco, potrei farlo tutto il giorno. Avere Russell Westbrook a guidare il contropiede rende tutto più semplice”. Oltre a loro due ci sono 19 punti per Paul George e una doppia-doppia da 18+14 di Steven Adams per vincere la terza partita su tre contro i Clippers, a cui invece non sono bastati i 24 di Tobias Harris, i 23 di Austin Rivers e la doppia-doppia da 11+21 di DeAndre Jordan per sopperire a ben 23 palle perse che hanno portato a 31 punti degli avversari. “Loro sono quinti in NBA per punti in contropiede: se perdi così tanti palloni, perdi la partita” l’analisi banale ma sincera di Coach Rivers, che ancora una volta ha avuto una serata complicata con gli arbitri provando a difendere Jordan e Rivers, a cui sono stati rifilati due falli tecnici. Nessuna delle due squadre può però riposare tranquilla, visto che le attendono le due più in forma della lega: i Clippers ospiteranno i Portland Trail Blazers, mentre OKC giocherà sul tremendo campo dei Toronto Raptors.

Toronto Raptors – Dallas Mavericks: 122 – 115 O.T.

Pur con qualche difficoltà e con l’aiuto di un tempo supplementare, la striscia di undici vittorie consecutive dei Toronto Raptors è rimasta intatta, pareggiando il record di franchigia. Reduci da una trasferta a Indiana e senza Kyle Lowry tenuto a riposo, i canadesi hanno dovuto chiedere gli straordinari a DeMar DeRozan, autore di 29 punti e del canestro che ha completato la rimonta dei padroni di casa per pareggiare sul 106-106 a 1:15 dalla fine dei regolamentari. Da lì in poi il punteggio non si è più mosso, complici una palla persa per parte e due errori di Harrison Barnes e Serge Ibaka negli ultimi possessi, mentre nel supplementare un parziale di 7-0 nell’ultimo minuto di gioco ha permesso ai Raptors di spezzare la parità sul 115 e vincere la 29° partita sulle 34 disputate in casa, confermandosi con il miglior record casalingo della lega. Oltre a DeRozan il volto sugli scudi è quello di Jonas Valanciunas, autore di 21 punti e 12 rimbalzi con 5 tiri liberi su 6 nell’ultimo minuto, accompagnato dai 15 di Delon Wright (partito titolare), i 14 di Fred VanVleet e altri tre giocatori in doppia cifra per estendere a 22 la striscia di gare con 100 o più punti segnati (anche questo record di franchigia). Per Dallas invece c’è la soddisfazione di aver reso la vita difficile a una delle migliori squadre della lega, pur senza riuscire a chiuderla dopo essere stati avanti anche di 10 punti nell’ultimo quarto. 27 punti per Harrison Barnes, 19 da per Smith Jr. e 18 per J.J. Barea.

Golden State Warriors – Sacramento Kings: 93 – 98

Se a inizio stagione vi avessimo detto che i Sacramento Kings avrebbero vinto entrambe le partite alla Oracle Arena, sicuramente ci avreste presi per pazzi. Eppure è quello che realmente è successo, visto che i Kings, dopo il successo dello scorso 27 novembre, hanno servito il bis in casa dei campioni in carica. Certo, ci sono degli asterischi: se nella prima gara mancavano sia Steph Curry che Kevin Durant, in quella di ieri notte non c’era neanche Klay Thompson, rendendo la rotazione degli Warriors decisamente priva di bocche da fuoco. Non a caso il miglior realizzatore è stato Quinn Cook, che si è tolto lo sfizio di segnare il massimo in carriera da 25 punti con 10/13 dal campo di cui 5 triple, a cui si aggiunge il tabellino pienissimo di Draymond Green (14 punti, 10 rimbalzi, 7 assist, 4 recuperi e 2 stoppate). Non abbastanza per superare i Kings, che hanno mantenuto la freddezza dalla lunetta con Buddy Hield (il migliore dei suoi con 22 punti) e hanno mandato a segno tutti i giocatori, con 15 punti per Skal Labissiere e 11 per Bogdan Bogdanovic. Nonostante la sconfitta che li allontana quasi definitivamente dal primo posto di Houston, distante ora due partite e mezza, Draymond Green non si dice preoccupato: “La cosa più importante per noi è essere in salute. I nostri tre assenti avrebbero potuto giocare se fosse stato importante, ma ora l’obiettivo è arrivare ai playoff senza problemi fisici. Non penso che le loro assenze siano un problema: ce la caveremo e arriveremo ai playoff al massimo.”

Orlando Magic – Boston Celtics: 83 – 92

Anche i Boston Celtics sono alle prese con la loro infermeria pienissima, ma possono contare sulla propria difesa per cavare fuori vittorie in un modo o nell’altro. Senza Irving, Brown, Smart, Theis e ovviamente Hayward, Coach Brad Stevens si è affidato a Terry Rozier e Greg Monroe per superare i Magic, ricevendo 17 punti a testa da entrambi in una serata offensivamente orrenda chiusa con il 37.8% di squadra e con un ultimo quarto da 31-17 per gli avversari. “Non è stato bello visto che non abbiamo segnato chissà quanti tiri, ma la nostra difesa è stata eccellente” il commento dell’allenatore dei Celtics, che ha visto i suoi segnare solamente un canestro dal campo negli ultimi 7:33 di partita. Il controllo dei tabelloni (55-40, tutto il quintetto con almeno 7) ha però permesso di realizzare 20 punti da seconda opportunità, infliggendo ai Magic la sesta sconfitta nelle ultime sette nonostante Shelvin Mack avesse segnato 13 dei suoi 16 punti nell’ultimo quarto. Non che i padroni di casa poi abbiano tirato molto meglio, visto che hanno segnato solo 5 delle 28 triple tentate finendo sotto anche di 24 punti a inizio secondo tempo, prima di rientrare fino al massimo al -7 a 41 secondi dalla fine.

Los Angeles Lakers – Miami Heat: 91 – 92

Definire come “equilibrata” la sfida tra Heat e Lakers sarebbe un eufemismo, visto che ci sono stati ben 21 avvicendamenti alla guida della gara e 9 parità con il massimo vantaggio toccato da una delle due di sole 7 lunghezze. Inevitabile allora che la sfida si sia risolta sul filo di lana, con gli Heat capaci di forzare un tiro difficile ad Isaiah Thomas (1/9 al tiro per soli 5 punti) e di controllare il rimbalzo per portare a casa un successo importante per interrompere la striscia di 9 sconfitte consecutive in trasferta. Fondamentale la prova di Goran Dragic, autore di 30 punti e soprattutto del canestro del sorpasso a 15 secondi dalla fine, dopo che una tripla di Kyle Kuzma aveva dato il vantaggio ai Lakers a 1:23 dalla fine. Insieme al playmaker sloveno anche un Kelly Olynyk da 17 e altri due lunghi in doppia cifra come James Johnson (12+7+5) e Bam Adebayo (11+8) per sopperire alle assenze di Dwyane Wade e Hassan Whiteside. Per i Lakers invece il migliore è stato ancora Julius Randle, autore di 25 punti con 12 rimbalzi, seguito dai 18 di Brook Lopez e gli 11 a testa di Kyle Kuzma e Travis Wear, mentre un Lonzo Ball da 4/15 al tiro ha solo sfiorato la tripla doppia (9 punti, 8 rimbalzi e 8 assist).

Philadelphia 76ers – Brooklyn Nets 120-116

“Da quando sono arrivato qui mi hanno mostrato un sacco di supporto, e lo apprezzo davvero tanto: questa serata rimarrà un grandissimo ricordo” il commento di Embiid dopo una prestazione super da 24 punti (coerente, visto che sono i suoi stessi anni) e 19 rimbalzi, il suo massimo in carriera. Soprattutto è arrivata un’altra vittoria, la sesta nelle ultime nove, pur dovendosela giocare fino all’ultimo contro i Brooklyn Nets. In una serata terribile al tiro per il centro camerunense (6/23, pur con 11/11 ai liberi), Embiid ha comunque trovato il modo di contribuire con una stoppata chiave su Spencer Dinwiddie a 21.8 secondi dalla fine, proteggendo il vantaggio procurato da una tripla di Robert Covington per il 116-115 con 35.4 secondi da giocare. Dopo altri due tiri liberi realizzati da T.J. McConnell, Dinwiddie ha sbagliato una tripla ma ha ritrovato il pallone, venendo mandato in lunetta per due liberi. Segnato il primo e sbagliato volontariamente il secondo, i Nets non sono riusciti a recuperare il rimbalzo, mandando in lunetta Embiid per gli ultimi due tiri liberi che hanno portato il suo bottino a 24 a 5.2 dalla fine. Insieme a lui oltre quota 20 ci sono anche J.J. Redick con 23 (e +23 di plus-minus) e Ben Simmons di nuovo vicino alla tripla doppia con 21 punti, 8 rimbalzi e 12 assist con 10/17 al tiro, mentre Marco Belinelli ha chiuso con 5 punti e 2/6 al tiro in 26 minuti conditi da un assist e una delle sole cinque palle perse dei Sixers, che solitamente ne perdono 17 di media (i peggiori in NBA).