NBA: Davis torna tra i fischi, tramutati in applausi a fine partita; Milwaukee continua a vincere; spettacolare esordio di Portis con la maglia di Washington; Sacramento resta agganciata alla corsa playoff

Fonte: SkySport

 

New Orleans Pelicans – Minnesota Timberwolves: 122 – 117

La prima partita di Davis con la maglia dei Pelicans dopo la richiesta di essere ceduto è stata a dir poco tumultuosa e piena di momenti da raccontare. A inizio gara, innanzitutto, Davis è stato mostrato nel video di introduzione della squadra, pur senza avere il ruolo predominante che aveva prima della richiesta di essere scambiato. Poi, una volta annunciato in quintetto, è stato sommerso dai “boooo” dei suoi tifosi, che si sono ripresentati ogni volta che ha toccato il pallone. Il problema però è che stiamo parlando di un fenomeno, e nei 25 minuti in cui è sceso in campo quel pallone è finito spesso e volentieri nel canestro: Davis ha segnato 10 punti nei primi sette minuti, ha chiuso il primo tempo con 24 e infine il terzo con 32, frutto di un eccellente 11/15 al tiro e 10/11 in lunetta. I fischi, allora, si sono tramutati abbastanza in fretta in applausi ogni volta che è andato a segno, con i cori “A-D A-D” durante i tiri liberi che hanno sovrastato i “boooo” di una parte minoritaria del pubblico. Davis è andato in panchina nel terzo quarto con un +22 di plus-minus che spiega bene il suo impatto sulla partita, ma coach Alvin Gentry ha deciso di tenerlo seduto per tutta l’ultima frazione nonostante la partita fosse punto a punto. I Pelicans un pò in affanno sono comunque riusciti a resistere alla rimonta di Minnesota grazie ai 27 punti con 9 assisti di Jrue Holiday, i 19 di Kenrich Williams e i 12 di Julius Randle, decisivo con due canestri nell’ultimo minuto per respingere i 32 di Karl-Anthony Towns e i 23 di Andrew Wiggins.

Dallas Mavericks – Milwaukee Bucks: 107 – 122

Luka Doncic e i nuovi Mavericks accolgono sul parquet di casa Giannis Antetokounmpo e la miglior squadra NBA e le attenzioni di tutti sono per il duello tra lo sloveno e il greco, grandi protagonisti di questa prima metà stagione. Il primo è rimasto l’unico membro del quintetto di Dallas che ha iniziato la stagione, dopo le cessioni di Dennis Smith Jr., Wesley Matthews, DeAndre Jordan e quella recentissima di Harrison Barnes: Doncic il suo lo fa, chiudendo con 20 punti in 27 minuti, ma nulla può contro lo strapotere di un Antetokounmpo da 29 punti e 17 rimbalzi con un ottimo 13/19 al tiro, autentico trascinatore dei Bucks giunti così alla loro sesta vittoria consecutiva. “The Greek Freak” ha fatto come di consueto la maggior parte dei suoi danni all’interno dell’area pitturata, dove infatti il parziale a favore dei Bucks è stato un incredibile 80-26: “Va bene Antetokounmpo, ma è un dato ridicolo” ammette sconsolato l’allenatore di Dallas Rick Carlisle, che può però consolarsi parzialmente con le 22 triple messe a segno dai suoi (massimo stagionale) e con i 18 punti dalla panchina del nuovo arrivato Trey Burke. Milwaukee invece ha 20 punti da Brook Lopez e 18 a testa da Malcolm Brogdon ed Eric Bledsoe, in attesa del debutto del loro recente acquisto Nikola Mirotic, in dubbio anche per la prossima partita (in programma nella notte) contro Orlando.

Sacramento Kings – Miami Heat: 102 – 96

PSaer la corsa all’ottavo posto a Ovest i Sacramento Kings non hanno alcuna intenzione di abdicare. Anzi, con un Harrison Barnes e un Corey Brewer in più vogliono rilanciare le proprie ambizioni di playoff. La vittoria in volata sui Miami Heat ne è l’ennesima dimostrazione: dopo essere rimasti sotto fin dalla palla a due, i padroni di casa hanno rimontato 11 punti di svantaggio nell’ultimo quarto e hanno operato il sorpasso negli ultimi due minuti grazie a un parziale di 9-0. Merito soprattutto di Buddy Hield, ancora una volta decisivo con i suoi 23 punti e un paio di liberi a 17 secondi dalla fine. Insieme a lui anche i 16 di Bogdan Bogdanovic e i 12 a testa di De’Aaron Fox e Barnes, al suo debutto in quintetto al posto di Iman Shumpert ceduto a Houston. Per Miami ci sono i 21 punti di Josh Richardson e la doppia doppia da 17+19 di Hassan Whiteside, mentre Dwyane Wade ha vissuto un momento di terrore ricadendo male sulla schiena e battendo la testa sul finire del primo quarto. La leggenda degli Heat è tornata negli spogliatoi sulle sue gambe per controllare se non avesse sintomi di commozione cerebrale, ma è potuto tornare sul parquet già nel primo tempo e ha poi chiuso con 15 punti. Non abbastanza per impedire la sconfitta dei suoi, che ora sentono il fiato sul collo di Detroit a sola mezza partita di distanza dal loro ottavo posto – lo stesso distacco dei Kings nei confronti dei Clippers a Ovest.

Washington Wizards – Cleveland Cavs: 119 – 106

Il ritorno di Anthony Davis non è stato l’unico della serata. Kevin Love è tornato a giocare per i Cleveland Cavaliers dopo quasi tre mesi pieni di assenza per un infortunio al piede, ma il suo è stato un rientro molto particolare. Il lungo è infatti rimasto in campo per appena sei minuti, rientrando poi direttamente negli spogliatoi alla prima occasione senza più fare ritorno sul parquet. Un infortunio? No, era proprio il piano dei Cavs, che volevano far “bagnare i piedi” al loro giocatore per fargli riassaggiare il campo dopo la lunga assenza, ma lo terranno già a riposo nella prossima sfida contro Indiana. A quel punto è però entrato in campo l’altro grande protagonista della serata, vale a dire Bobby Portis. Il nuovo acquisto di Washington ha avuto un debutto spettacolare, segnando 30 punti in uscita dalla panchina di cui 16 nel solo primo quarto (permettendo ai suoi di costruire un vantaggio arrivato a 20 lunghezze nel secondo tempo) e altri 10 nell’ultimo (resistendo alla rimonta dei Cavs arrivati al -3 grazie ai 27 di Collin Sexton). “Quando sono arrivato qui, mi sono sentito amato fin da subito” ha detto Portis dopo la partita cominciata con 6/6 dal campo. “Tutti mi hanno detto: ‘Non cercare di amalgamarti: entra e sii te stesso’. Ecco, questo è quello che sono”. Con questa prestazione Portis è diventato il primo giocatore nella storia della NBA a segnare 30 o più punti in partite consecutive con maglie diverse, dopo che aveva salutato Chicago con 33 punti nella sua ultima gara con la canotta dei Bulls. Il bello è che la prossima partita lo vedrà in campo immediatamente contro la sua ex squadra e a giudicare dai suoi tweet al veleno, ci sarà da divertirsi.