NBA: Denver vince contro New Orleans, priva ancora di Davis; Towns regala la vittoria a Minnesota allo scadere dell’O.T.; bene Sacramento e Boston

Fonte: SkySport

 

New Orleans Pelicans – Denver Nuggets: 99 – 105

Da tre giorni a questa parte, anche soltanto una sua assenza, non fa altro che generare dibattito su di lui. Per quello la prima sfida casalinga dei Pelicans dopo l’annuncio di Anthony Davis era attesa, nonostante l’infortunio al dito del n°23 di New Orleans non gli abbia permesso di scendere in campo. All’interno dell’arena il clima è rimasto tiepido per quasi tutto il tempo – i tifosi di New Orleans in generale non sono mai stati passionali come da altre parti – con un paio di acuti quando Jrue Holiday è entrato in campo e ha piazzato le uniche giocate spettacolari tra le fila dei padroni di casa. Davis in realtà era presente al palazzo, rimasto nei pressi tunnel a guardare il riscaldamento dei compagi prima della palla a due e poi regolarmente seduto di fianco ai compagni. In realtà poi ci sarebbe una partita di cui parlare, con Denver che si affida a un super Nikola Jokic che mette a referto la sua ottava tripla doppia stagionale (20 punti, 13 rimbalzi e dieci assist) e aspetta con ansia una convocazione all’All-Star Game strameritata. Per i Nuggets è il quarto successo consecutivo, arrivato dopo aver premesso ai Pelicans di riportarsi a contattato nel finale, con Holiday (autore di 22 punti totali) che mette a segno il canestro che vale il -1 a 90 secondi dalla sirena. Serve una scossa e Denver non può che passare dalle mani di Jokic: due bersagli in fila, con il povero Jahlil Okafor a fare da spettatore e poco altro e gara definitivamente chiusa. Per New Orleans un risultato più che pronosticabile, viste le assenze – oltre a quella di Davis – di Mirotic, Randle, Miller e Payton. Alla fine coach Gentry è costretto a raschiare il fondo, tirando dentro anche Kenrich Williams, 14 partite in NBA prima di questa notte e protagonista nei 38 minuti trascorsi sul parquet: 21 punti, 5/9 dall’arco e una serata che difficilmente dimenticherà.

Minnesota Timberwolves – Memphis Grizzlies: 99 – 97 O.T.

Non c’è davvero pace per i Memphis Grizzlies. Dopo la sconfitta in casa con Denver partendo da +25, la squadra di coach Bickerstaff ha perso un’altra partita in maniera rocambolesca, venendo punita dal buzzer beater al supplementare di Karl-Anthony Towns. Il lungo dei Minnesota Timberwolves, a lungo in panchina con problemi di falli, ha raccolto un rimbalzo offensivo dopo un errore di Andrew Wiggins ed è riuscito in qualche modo a lanciare per aria un tiro in allontanamento da posizione complicata, trovando però il fondo della retina mentre suonava la sirena. Sempre lui aveva realizzato il canestro del pareggio nei regolamentari a 33.6 secondi dalla fine, chiudendo poi con 16 punti (tutti dopo l’intervallo) e 10 rimbalzi in soli 27 minuti. A farne le veci è stato allora Jerryd Bayless, autore di 19 punti e del suo massimo in carriera da 12 assist a cui ha aggiunto anche 7 rimbalzi in 43 minuti sul parquet (mancavano Teague, Rose e Jones), sicuramente meglio di un Wiggins da 4/19 dal campo per 12 punti. Ai Grizzlies invece non bastano i 26 punti di Mike Conley e i 19 di Marc Gasol per evitare la dodicesima sconfitta nelle ultime 13 partite in trasferta, sprofondando sempre di più al penultimo posto nella Western Conference e attendendo la deadline del mercato per capire cosa ne sarà delle due stelle della squadra.

Sacramento Kings – Atlanta Hawks: 135 – 113

Tenere il passo dei Sacramento Kings quando giocano tra le mura amiche è difficile per tutti, anche per l’unica squadra che corre più di loro in tutta la NBA. Gli Atlanta Hawks non sono riusciti ad arginare la mareggiata subita nei due quarti centrali, vinti dai padroni di casa per 73-49 prima di controllare agilmente nell’ultima frazione. Merito soprattutto dei due lunghi di riserva, Harry Giles e Marvin Bagley: il primo ha segnato 12 dei suoi 20 punti nel terzo quarto, quello del solco definitivo; il secondo ha realizzato una doppia doppia da 17+12 in 28 minuti, terzo miglior realizzatore di squadra dietro ai 18 di Buddy Hield. Bogdanovic (16), Bjelica (12) e Ferrell (11) sono gli altri tre giocatori in doppia cifra della squadra di coach Joerger, mentre gli Hawks – pur mandandone sette guidati dai 23 con 8 assist di Trae Young – non hanno avuto neanche un giocatore con plus-minus neutro o positivo, concedendo ben 76 punti in area (contro i 40 realizzati) e 26 in contropiede (contro 8), finendo sotto anche di 29 lunghezze. Per Atlanta, reduce dal successo sul campo dei Clippers, si tratta della quarta sconfitta nelle ultime sei.

Boston Celtics – Charlotte Hornets: 126 – 94

Niente Kyrie Irving ma neanche nessun problema per i Celtics, che massacrano gli Charlotte Hornets in casa rifilando loro 32 punti di scarto. Merito dei tanto vituperati giovani come Jaylen Brown, Jayson Tatum e Terry Rozier, con il primo che ha chiuso come miglior realizzatore a quota 24 punti e 10 rimbalzi, il secondo a quota 20 punti e il terzo in doppia doppia da 17 e 10 assist, con il secondo dato che rappresenta il suo nuovo massimo in carriera. Con altri tre giocatori in doppia cifra (Morris 15, Horford 14 e Hayward 12), i Celtics hanno vinto la settima partita nelle ultime otto, spegnendo praticamente sul nascere i 21 di Kemba Walker e i 16 di Malik Monk per una squadra che in trasferta ha un record estremamente perdente (7-18, nettamente il peggiore tra le squadra da playoff. Se non altro, il cuscinetto di due partite e mezzo sugli Washington Wizards è confortevole.