NBA: Doncic fa veramente paura; Washington si prende la rivincita su Phila; terza vittoria di fila per Portland; vincono Brooklyn e Utah

Luka Doncic

Fonte: SkySport

 

Dallas Mavericks – Phoenix Suns: 104 – 94

Dallas va all’intervallo sotto di 8 ma un terzo periodo da 32-19 decide la sfida contro Phoenix permettendo ai Mavs di vincere la prima gara delle ultime otto giocate contro i Suns. Maledizione spezzata soprattutto grazie a un’altra immensa prestazione di Luka Doncic, forse stimolato dalla sfida ravvicinata con il n°1 assoluto dell’ultimo Draft, Deandre Ayton. Lo sloveno, chiamato alla n°3, chiude a quattro punti soltanto dal suo massimo in carriera, collezionando 30 punti con 4/9 da tre, 6 rimbalzi, 5 assist, 3 recuperi e ben 16 liberi tentati, altro career-high, mentre il lungo ex Arizona è limitato per tutta la serata da problemi di falli e non va oltre una misera gara da 6 punti e 5 rimbalzi (con 5 falli). “È una vera bestia” – dice Ayton di Doncic – “guardo tutte le sue partite e quando lo guardo giocare dico sempre che non sembra assolutamente una matricola, perché è come se si fosse già trovato in certe situazioni”. I Mavericks hanno 17 punti anche da Harrison Barnes e un Wesley Matthews decisivo nel secondo tempo, quando la gara si decide, e l’ex Marquette mette a tabellone 12 dei suoi 14 punti. Per Phoenix, ancora senza Devin Booker, ci sono 20 punti di T.J. Warren, 17 di Josh Jackson e 16 con 7/8 al tiro di Richaun Holmes dalla panchina.

Washington Wizards – Philadelphia 76ers: 123 – 106

Come spesso accade in caso di home-and-home (due squadre in back-to-back l’una in casa dell’altra), Washington e Philadelphia si dividono equamente le gare con gli Wizards che trovano il successo vendicando la sconfitta di ieri notte. Merito di Bradley Beal, che ha segnato 14 dei suoi 34 punti negli ultimi quattro minuti di partita, battendo da solo gli avversari 14-5 e regalando ai suoi la quarta vittoria su sette partite disputate senza John Wall. Il parziale di Beal è cominciato dopo aver preso uno sfondamento da Joel Embiid, con il quale si allena abitualmente durante l’estate tramite il loro trainer comune Drew Hanlen, che gli ha permesso di prenderla sul ridere dopo la gara: “Sono un giocatore fisico, mi piace prendere sfondamento, ma con Jojo è un po’ diverso perché è davvero grosso”. Il centro dei Sixers ha chiuso con 35 punti e 14 rimbalzi, seguito dai 23 di Jimmy Butler e i 15+10 di Ben Simmons, ma gli ospiti hanno pagato la brutta combinazione di cattive percentuali (8/27 dall’arco) e palle perse (24) che hanno portato alla prima sconfitta dopo quattro successi in fila. In casa Wizards arriva la buona notizia dei 23 punti di Otto Porter, la miglior prestazione da quando è rientrato ormai un mese fa. “Non è facile tornare in forma dopo un infortunio, mi manca la condizione fisica” ha ammesso l’ala di Washington.

Portland Trail Blazers – Chicago Bulls: 124 – 112

La terza vittoria in fila di Portland (quinta nelle ultime sei) significa il quinto k.o. consecutivo per i Bulls, attesi ora ad altre quattro trasferte in fila. Nell’Oregon il viaggio lontano da Chicago non comincia neppure male, con la squadra di coach Boylen che regge bene per un tempo, poi inizia a imbarcare acqua nel terzo quarto (i Blazers vanno anche sul +11) e poi si arrende nel quarto, quando C.J. McCollum e compagni allugano definitivamente. È proprio la guardia n°3 il migliore tra i padroni di casa con 24 punti e un ottimo 10/14 al tiro, mentre dalla panchina Seth Curry ne aggiunge 17 in 23 minuti con 7/11 dal campo. Si ferma a due rimbalzi dalla doppia doppia Jusuf Nurkic, che segna 18 punti, mentre 16 con 10 assist li aggiunge Damian Lillard. Chicago manda sei giocatori in doppia cifra: Wendell Carter Jr. è il top scorer dei suoi con 22 punti mentre 15 dalla panchina li mette anche il rientrante Bobby Portis, una delle poche note liete in casa Bulls.

Brooklyn Nets – Atlanta Hawks: 116 – 100

Atlanta è reduce da una sconfitta più che onorevole a Toronto e anche sul campo di Brooklyn parte forte, segnando 46 punti nei primi 15 minuti e costruendosi un vantaggio che arriva fino a 19 punti, sul 46-27. C’è tutto il tempo però per i Nets per rientrare e difatti un primo mini-break sul finire del primo tempo riporta i padroni di casa in partita, sotto solo di 6 all’intervallo. Il parziale del secondo tempo è un secco 65-43 che corona la grande rimonta di Brooklyn che al Barclays Center ha vinto otto delle ultime nove gare disputate. Il merito va come spesso accade condiviso tra le tante tessere del puzzle ideato da coach Atkinson: ci sono 23 punti per D’Angelo Russell ma anche 16 a testa per Joe Harris e Spencer Dinwiddie e 17 di DeMarre Carroll dalla panchina, da cui esce anche un Ed Davis capace di catturare 16 rimbalzi, suo massimo stagionale. Inutili per gli Hawks i 30 punti con 14 rimbalzi di un eccellente John Collins e i 17 di Trae Young, mentre Jeremy Lin ne aggiunge 16 dalla panchina ma tirando solo 5/18.

Utah Jazz – Orlando Magic: 106 – 93

Non avrebbero potuto essere più differenti le due metà di gara disputate da Utah e Orlando. Nella prima gli ospiti hanno dominato in lungo e in largo, raggiungendo anche le 21 lunghezze di vantaggio mandando quattro giocatori in doppia cifra all’intervallo. Nel secondo però hanno subito il ritorno dei padroni di casa guidati da un Donovan Mitchell in grandissimo spolvero, capace di segnare 8 dei 12 tiri tentati dopo l’intervallo e di chiudere con 33 punti e 7 assist, trascinando i suoi a un parziale di 25-3 nel terzo quarto e infine al successo che vale il 50% di record (21-21). Senza Ricky Rubio e Dante Exum, Mitchell si è assunto ancora di più i compiti di creazione nell’attacco dei Jazz, che hanno avuto anche 16 punti da Joe Ingles e la doppia doppia da 12+14 di Rudy Gobert. Per i Magic alla fine ci sono 23 punti di D.J. Augustin, i 20 di Nikola Vucevic e i 18+10 di Aaron Gordon, ma non sono serviti per evitare la quarta sconfitta consecutiva nel giro di sei gare in trasferta a Ovest, in cui per ben tre volte hanno sprecato un vantaggio sopra i 15 punti (+19 a Minneapolis e +15 a L.A. sponda Clippers).