NBA: Durant stuzzica LeBron: “Facile essere il migliore senza compagni forti accanto”

Kevin Durant

Fonte: SkySport

 

Le Finals sono ormai finite, ma l’onda lunga di quanto successo nell’ultima serie tra Golden State Warriors e Cleveland Cavaliers non si è ancora conclusa.

E a riaccendere il fuoco della polemica a distanza ci ha pensato l’MVP delle Finals Kevin Durant, arrivato al suo secondo titolo in fila da quando veste la maglia degli Warriors.

Dopo anni a sentirsi dire di essere il secondo miglior giocatore della lega alle spalle di LeBron James, la stella di Golden State ha voluto togliersi qualche sassolino, rivendicando i suoi risultati personali ottenuti all’interno di un contesto cestistico di altissimo livello.

“Penso che sia facile essere il miglior giocatore quando non si hanno compagni forti accanto; è invece più difficile spiccare quando si gioca insieme ad altri grandi giocatori” ha dichiarato a Yahoo Sports, tirando una frecciata neanche troppo velata a LeBron James.

“Sono orgoglioso di riuscire a spiccare ovunque io vada e sono orgoglioso di aver lavorato duro in ogni occasione. Per questo i miei compagni mi hanno accolto e ora mi sento un Warrior.”

Sotto un certo punto di vista, le parole di Durant hanno un senso: anche unendosi a una squadra in grado di vincere 73 partite di regular season senza di lui, Durant è riuscito a imporsi come il giocatore di riferimento, come testimoniano i due premi di MVP delle Finals conquistati nelle ultime due stagioni.

È stato lui a fare la differenza per i due volte campioni in carica, che difficilmente senza il suo contributo sarebbero arrivati a vincere quei titoli. Vincere così tanto di squadra comporta però un prezzo a livello di “considerazione”, perché Durant, almeno a suo modo di vedere, viene considerato un giocatore inferiore a James perché ha più “aiuto” rispetto alla stella dei Cavs, dovendo dividere il campo con altri All Star del calibro di Steph Curry, Klay Thompson e Draymond Green e veterani come Andre Iguodala e Shaun Livingston.

Dall’altro lato, però, James potrebbe controbattere che con così tanto talento attorno anche lui sarebbe in grado di vincere il titolo e allo stesso tempo “spiccare” sugli altri, come successo ai tempi dei Miami Heat o negli anni insieme a Kyrie Irving, peraltro, senza essere costretto a fare “tutto da solo”come invece successo molto spesso durante questi playoff giocati ad altissimo livello.