NBA: Gallinari guida la rimonta dei Clippers, vincenti a Boston; Noah, il protagonista che non ti aspetti nel successo di Memphis ; Kemba Walker domina gli Hawks

Fonte: SkySport

 

Boston Celtics – L.A. Clippers: 112 – 123

Sembrava tutto facile per Boston, che chiude sopra di 23 un primo quarto in cui a un certo punto segna 15 punti di fila; nel secondo periodo il vantaggio arriva addirittura a +28, ma inizia a girare male per i padroni di casa: su una penetrazione in palleggio, si gira male il ginocchio destro di Kyrie Irving, che è costretto a uscire per una leggera distorsione e non torna più in campo. Forti di una dote di 21 punti all’uscita degli spogliatoi dopo l’intervallo, i giocatori di coach Brad Stevens devono fare i conti con la rimonta dei Clippers, che piazzano un terzo parziale da 28-12 per rifarsi sotto. A segnare il primo vantaggio Clippers è poi un canestro di Danilo Gallinari sul 100-100, che scatena i fischi del pubblico di Boston timoroso di assistere – due giorni dopo quello contro gli odiati rivali dei Lakers, vincenti dopo aver recuperato 18 punti – a un altro collasso. E collasso infatti è, e anche di dimensioni storiche: da 15 anni infatti i Celtics non si facevano rimontare 28 punti finendo per perdere una gara a tratti dominata. Il merito è di un gruppo – quello allenato dall’ex coach di Boston Doc Rivers – in cui si mescolano bene volti conosciuti e nuovi arrivati, nella prima uscita dei Clippers dopo la trade deadline. Tra i primi, a trascinare gli ospiti ci sono un Montrezl Harrell da 21 punti con 8/13 al tiro e un’ottima doppia doppia di Danilo Gallinari autore di 19 punti e 10 rimbalzi e un ottimo +25 di plus/minus (oltre a 15 punti di Lou Williams, che però tira solo 5/14 dal campo); tra le facce nuove, invece, l’impatto migliore è quello di Landry Shamet dalla panchina, da dove contribuisce con 17 punti (e 4 triple a segno) segnandone ben 13 nel decisivo quarto quarto, ma anche Ivica Zubac e Garrett Temple, entrambi in quintetto, si mettono in mostra in maniera molto positiva. Senza il loro leader – uscito con 2 minuti e mezzo da giocare prima dell’intervallo di metà gara (14 punti in 14 minuti per lui) – Boston ha in Gordon Hayward il miglior marcatore di serata a quota 19, mentre ne mandano a referto 16 a testa Jayson Tatum e Terry Rozier. Il secondo ko dei Celtics, giunto dopo 10 vittorie in 11 gare, coincide invece con la terza vittoria su cinque trasferte dei Clippers (la sesta contro Minnesota prevista per lunedì notte chiude il lungo viaggio lontano da L.A.), che mantengono il loro vantaggio sui Kings e sui Lakers per l’ottavo posto a Ovest.

Memphis Grizzlies – New Orleans Pelicans: 99 – 90

La NBA di febbraio, a ridosso dell’All-Star Game e nel pieno di una regular season in cui si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel, è quella che spesso si ritrova a offrire spunti e protagonista su cui non avresti mai scommesso poche ore prima. E così, nella seconda partita di Anthony Davis con i Pelicans post mancato terremoto di mercato, a prendersi la scena è Joakim Noah. Sì, proprio lui, approfittando del tanto spazio a disposizione sotto canestro dopo la partenza di Marc Gasol destinazione Toronto. Il francese gioca 30 minuti di altissimo livello, chiusi con 19 punti e 14 rimbalzi; entrambi sia massimo in stagione per lui che nel match per i Grizzlies. Memphis vince così una partita che forse voleva perdere, mentre New Orleans smentisce ancora una volta le voci, lasciando Davis sul parquet anche in back-to-back (al contrario delle voci che erano circolate nelle scorse ore). Il n°23 non può giocare i finali di partita? Bugia anche questa: Davis resta otto degli ultimi 12 minuti sul parquet, in una gara da 14 punti e soli otto tiri dal campo (con 16 rimbalzi e sei assist), provando a dare una scossa e una carica ai compagni che non è più in grado di trasmettere. Alla sirena esulta Jrue Holiday, che conquista il bonus da 255mila dollari presente nel suo contratto e legato all’aver giocato almeno 2.075 minuti. Sorriso ben più radioso sul volto di Mike Conley, che toccate le 55 partite sul parquet, si è garantito un contratto da almeno 22.4 milioni di dollari nel 2020/21.

Atlanta Hawks – Charlotte Hornets: 120 – 127

Charlotte è senza Tony Parker, fermato da dolori alla schiena, e il record quando il francese non è della gara è poco incoraggiante: 0 vinte, 8 perse. Ci pensa allora Kemba Walker a prendere in mano i destini della gara, da lui dominata con 37 punti e soprattutto con 9 triple a segno, suo massimo stagionale. Spinti dalla loro point guard – che viaggia a 34 e 8 assist di media nelle ultime quattro gare, in avvicinamento all’All Star Game da giocare in casa – gli Hornets hanno anche 27 punti da Marvin Williams e 24 da Jeremy Lamb. I padroni di casa toccano il +20 sul finire del terzo quarto, in una gara in discesa fin dalla palla a due: Walker e compagni infatti segnano i primi otto tiri della loro serata (compreso un 5/5 da tre punti) e guidano dal primo secondo all’ultimo. Per Atlanta il migliore è John Collins a quota 21, mentre 20 ne aggiunge Trae Young.