NBA: grande vittoria di Milwaukee in casa dei campioni NBA; Boston ha la meglio su Phoenix, ma dopo un’incredibile rimonta; perdono i Rockets e i Clippers

Kyrie Irving

Fonte: SkySport

Golden State Warriors – Milwaukee Bucks: 111 – 134

Vincere sul campo dei campioni in carica non è stato facile per nessuno negli ultimi quattro anni, ma farlo rifilando 23 punti di scarto e un ultimo quarto di puro garbage time è impresa per pochi. Se c’era bisogno di una conferma che i Milwaukee Bucks fanno sul serio, stanotte alla Oracle Arena è arrivata forte e chiara: la squadra di coach Mike Budenholzer ha distrutto quella di Steve Kerr, andando all’intervallo con un vantaggio di 13 lunghezze e addirittura allungando nel terzo quarto, fino a toccare il massimo vantaggio sul +29 in un ultimo quarto di puro garbage time. I volti in copertina sono quelli dei quattro migliori realizzatori dei Bucks: Eric Bledsoe con 26 punti e +30 di plus-minus in 26 minuti, Giannis Antetokounmpo con 24 e 9 rimbalzi, Malcom Brogdon con 20 e Khris Middleton con 17 e +33 di plus-minus. E dire che i Bucks non hanno nemmeno trovato una buona serata al tiro dalla lunga distanza, avendo convertito solo 9 delle 35 triple tentate, ma hanno fatto quello che hanno voluto nel pitturato, chiudendo con 84 punti in area contro i 34 degli Warriors. Oltre al danno della sconfitta, per Golden State si aggiunge la beffa dell’infortunio di Steph Curry: il due volte MVP è uscito nel terzo quarto per una lesione all’adduttore sinistro mentre cercava di contestare un tiro di Bledsoe e non è più rientrato in campo, lasciando Klay Thompson (24 punti) e Kevin Durant (17 con 7 rimbalzi e 9 assist) a provare un’inutile rimonta. Con Draymond Green già ai box per un problema al piede, gli Warriors dovranno stringere i denti nelle prossime gare per tenersi il primo posto a Ovest, visto che Denver è solo a mezza partita di distanza.

Phoenix Suns – Boston Celtics: 109 – 116 O.T.

Ad un certo punto, quando i Suns avevano accumulato 22 punti di vantaggio, la partita sembrava del tutto finita. Quando in campo però ci sono i Boston Celtics, distrarsi anche un solo secondo può essere fatale e i Suns, essendo squadra giovane, hanno più di un momento in cui si distraggono. Così i biancoverdi hanno potuto realizzare una delle rimonte più improbabili di questa stagione, erodendo il vantaggio di Phoenix possesso dopo possesso grazie ai 17 punti di Jaylen Brown (tutti dopo l’intervallo) e a quelli di Marcus Morris, ex dal dente avvelenato capace di segnare la tripla del pareggio a 1.1 secondi dalla fine per forzare il supplementare. Il protagonista assoluto della vittoria dei Celtics è stato però Kyrie Irving: il numero 11 biancoverde ha realizzato 18 dei suoi 39 punti tra ultimo quarto e supplementare, aggiungendo anche 7 rimbalzi, 6 assist e 3 recuperi con 13/28 dal campo e 6/13 dall’arco. Irving ha ingaggiato un duello entusiasmante con Devin Booker, autore a sua volta di 38 punti (massimo stagionale) con 15/30 al tiro e 9 assist, ma arrivato col fiato corto nel supplementare quando i Celtics hanno cominciato a eseguire alla perfezione in attacco. Ai Suns non sono bastati i 29 punti di TJ Warren e i 14+10 di Deandre Ayton, pagando la scelta molto poco europea di coach Igor Kokoskov di non fare fallo sopra di 3 a meno di 8 secondi dalla fine, permettendo alla coppia Irving-Morris di confezionare la tripla del pareggio.

Oklahoma City Thunder – Houston Rockets: 98 – 80

Delle sette vittorie consecutive inanellate dagli Oklahoma City Thunder, quella di stanotte contro gli Houston Rockets è certamente la più convincente. Di nuovo privi di Russell Westbrook per una caviglia in disordine, i padroni di casa sono riusciti a battere una contender per il titolo in maniera netta, andando all’intervallo avanti di 14 lunghezze e chiudendo la sfida già nel terzo quarto, quando tutti i titolari erano già in doppia cifra. Il migliore è stato senza dubbio Paul George, autentico dominatore della sfida sui due lati del campo: 20 punti (14 solo nel terzo quarto), 11 rimbalzi, 6 assist e 6 recuperi, guidando una difesa in grado di tenere James Harden e soci al 38% dal campo e a 11/42 dalla lunga distanza, concedendo solo 10 tiri liberi. “Il nostro attacco è anemico perché non facciamo altro che parlare della difesa 24 ore al giorno” ha commentato Mike D’Antoni dopo la sconfitta che ha interrotto una striscia di tre successi in fila. Ai texani non sono serviti i 19 punti di James Harden (ma con 7/19 al tiro) e i 17 di Clint Capela, complice il primo tempo senza punti da parte di Chris Paul (10 con 5 assist e 5 palle perse alla fine) e di Carmelo Anthony. L’ex di serata è stato accolto dagli applausi dal suo ex pubblico, ma come ha scritto qualche maligno su Twitter ha finito per giocare la miglior partita della sua carriera… per i Thunder: l’1/11 al tiro e il -22 di plus-minus in 20 minuti di gioco non depongono di certo a suo favore. “Non so se stiamo cadendo perché non crediamo in quello che siamo, davvero non lo so. Ma dobbiamo trovare le risposte” è stata la sentenza di coach D’Antoni sul momento difficile dei suoi, che hanno già accumulato cinque partite di distacco dal primo posto a Ovest.

Portland Trail Blazers – L.A. Clippers: 116 – 105

Sono i padroni di casa a dare il primo pugno alla partita con un parziale di 16-8 porta Portland sopra di 9 al primo mini-break, con la difesa dei Clippers che concede 37 punti nel primo quarto nonostante Danilo Gallinari dimostri di avere subito la mano calda dal perimetro, mandando a bersaglio gli unici due tiri dei suoi primi dodici minuti da dietro l’arco. La mano dell’azzurro si raffredda un po’ nel secondo quarto, ma gli ospiti riescono a rientrare in partita grazie ai 13 punti (saranno 15 alla fine) di Tobias Harris, all’ottimo primo tempo della matricola Shai Gilgeous-Alexander (che manda a bersaglio 12 dei suoi 19 punti con 7/12 al tiro nel primo tempo) e all’impatto del solito Lou Williams dalla panchina. Dopo essere andati all’intervallo sotto di 4 sul 61-57, i losangelini vincono anche il terzo parziale, pur di un solo punto, e riducono così il loro svantaggio a soli tre punti prima degli ultimi dodici minuti. Portland però “save the best for last” ed esplode con un quarto periodo da 32 punti, guidati dalla solita coppia Lillard-McCollum (48 punti in due) e dal solido contributo di Jusuf Nurkic, che alla fine manca la doppia doppia per un solo rimbalzo, chiudendo a 17+9. I Blazers si portano anche sul +3 ma altre due triple in rapida successione di Gallinari riavvicinano i Clippers che poi grazie a un viaggio in lunetta dell’azzurro arrivano anche fino al -5. Per il n°8 di L.A. 10 dei suoi 20 punti finali arrivano nell’ultimo parziale, cercando fino all’ultimo di orchestrare la rimonta dei suoi, ma il suo sforzo non basta. Pur in un’ottima serata al tiro (5/8 da tre punti, 6/13 dal campo, con anche 5 rimbalzi) Gallinari e i Clippers escono sconfitti dal Moda Center. Doc Rivers ha 20 punti da Lou Williams e 19 da Montrezl Harrell dalla panchina ma la second unit dei Blazers risponde da par suo con 41 punti. Portland domina il conto dei rimbalzi (+12) e sfrutta al meglio le 28 opportunità dalla lunetta (realizzando 26 liberi), facendo registrare anche il minimo stagionale per palle perse, solo 6 (soltanto una in più quelle dei Clippers).