NBA: le partite della notte

Fonte: SkySport

 

Detroit Pistons – Philadelphia 76ers: 133 – 132 O.T.

Contro Chicago solo tre giorni fa Blake Griffin aveva segnato il suo massimo di sempre con la maglia dei Detroit Piston, 33 punti.

È bastata una singola partita per infrangere quel record, perché contro Philadelphia l’ex ala dei Clippers mette a segno il suo massimo in carriera finendo con 50 punti e il gioco da tre che decide la partita a 1.8 secondi dal termine del primo tempo supplementare.

Griffin chiude con 20/35 dal campo e 5/10 dalla linea da tre punti ma ci aggiunge anche 14 rimbalzi, 6 assist e la giocata che regala ai suoi Pistons la terza vittoria in fila, mantenendo così imbattuta la squadra allenata da coach Dwane Casey.

Si tratta della miglior partenza per Detroit dal 2015-16, l’ultimo anno in cui la squadra del Michigan ha raggiunto i playoff.

A coronare nel miglior modo la miglior serata nella carriera del n°23 dei Pistons ci hanno pensato anche Reggie Jackson, autore di 23 punti, e Ish Smith che ne ha portati in dote 21: sono serviti tutti per battere dei Sixers che, nonostante l’assenza di Ben Simmons, tenuto a riposo per un irrigidimento alla schiena, hanno venduto cara la propria pelle alla Little Caesars Arena.

Senza Simmons ci ha pensato al solito Joel Embiid a prendersi il proscenio, chiudendo la gara con 33 punti, 11 rimbalzi e prendendosi anche il tiro della potenziale vittoria (ma sbagliandolo) dopo il gioco da tre di Griffin.

Accanto a lui trentello anche per J.J. Redick uscendo dalla panchina: il tiratore di coach Brown firma un gioco da 4 punti che sembra chiudere la contesa, mentre altri 30 arrivano dalla coppia Robert Covington (16)-Dario Saric (14), con Markelle Fultz a contribuire con 13, suo massimo in carriera eguagliato.

La serata però appartiene ai Pistons e a Griffin, che segna 22 punti in un secondo quarto incredibile in cui sbaglia un solo tiro (9/10 dal campo con due centri su due da tre punti), mentre il suo compagno di frontcourt Andre Drummond chiude in doppia doppia (14 con 16 rimbalzi) ma si fa espellere a pochi secondi dal termine dei regolamentari per doppio tecnico.

 

New Orleans Pelicans – L.A. Clippers: 116 – 109

I Pelicans si presentano imbattuti alla sfida contro Danilo Gallinari e i suoi Clippers, reduci da due successi consecutivi.

Il momento decisivo della sfida arriva nel terzo quarto, quando i padroni di casa, sotto di 3 all’intervallo, confezionano un parziale di 21-4 che dà lo strappo alla partita, mandandoli sopra anche di 13 punti (i Clippers non si riavvicineranno mai a più di 5 punti dai Pelicans).

Il protagonista ovviamente è ancora una volta Anthony Davis, che chiude con 34 punti e 13 rimbalzi mandando anche a segno una tripla decisiva a meno di due minuti dal termine.

Alle sue spalle brillano tutti i nuovi arrivati in casa Pelicans: ci sono infatti 18 punti e 12 rimbalzi per l’incredibile Nikola Mirotic di questo avvio di stagione (lo spagnolo di origine montenegrina ha però la mano fredda da tre punti, 0/6), 20 per Elfrid Payton e 18 per Julius Randle, prima di uscire per falli.

A far la differenza in favore di New Orleans anche il conto delle palle perse: le limitano a 8 Davis e compagni, sono invece 17 quelle della squadra allenata da coach Rivers, che portano a 18 punti per i padroni di casa.

Tutte e due le squadre tirano malissimo dall’arco (5/20 i Clippers, 6/24 i Pelicans) ma New Orleans va in lunetta 40 volte contro le 27 degli ospiti, che hanno 50 punti in due dalla coppia Gallinari-Harris.

L’azzurro chiude con 24 punti (perfetto ai liberi 7/7) una partita ancora positiva, in cui manda a bersaglio 8 dei suoi 15 tiri, anche se fatica a trovare la mira da lontano (1/4 dall’arco). Tobias Harris ne mette a referto due in più, 26 con 8/16 al tiro e 9 rimbalzi.

Il terzo miglior realizzatore dei losangelini è Lou Williams in uscita dalla panchina con 17 punti (sono 45 quelli prodotti da tutte le riserve), mentre 12 a testa li aggiungono Patrick Beverley e Montrezl Harrell.

Non basta però a fermare i Pelicans di questo inizio di stagione, che si mantengono imbattuti dopo 3 partite e ora aspettano in casa i Nets per mantenere aperta la striscia di successi.

 

Denver Nuggets – Sacramento Kings: 126 – 112

Anche Denver si presenta alla sfida contro i Kings senza sconfitte e come l’unica squadra della lega ad aver tenuto tutti i tre avversari fin qui affrontati sotto i 100 punti segnati (95.7).

Ne concede 112 a Sacramento ma, quello che è più importante, mantiene viva la striscia di successi, mettendone a tabellone 126 grazie ai primi tre quarti chiusi tutti sopra i 30 punti (37-26 il parziale del terzo quarto, quando la squadra di casa prende il vantaggio decisivo, salendo anche fino a +26).

I Nuggets mandano otto giocatori in doppia cifra, quattro dal quintetto e quattro dalla panchina: il top scorer è Jamal Murray a quota 19 (di cui 14 messi a segno nel terzo periodo), 18 li aggiunge Gary Harris, 15 Paul Millsap e 14 con 12 rimbalzi Nikola Jokic, votato miglior giocatore della prima settimana di campionato per la Western Conference.

Per Sacramento, alla terza trasferta di sette in nove partite, ci sono 20 punti del rookie Marvin Bagley III e 17 di Justin Jackson, entrambi in uscita dalla panchina: è la gioventù dei Kings che arriva fresca nel finale, lanciando un’improbabile rimonta che nonostante i 15 punti messi a segno negli ultimi 2 minuti e 35 secondi finisce per non impensierire troppo i Nuggets.

I californiani tirano oltre il 52% dal campo, sfiorano il 42% da tre punti ma chiudono con un tragico 9/20 dalla lunetta, venendo surclassati sotto canestro.