NBA: successo di Dallas al Madison Square Garden; Indiana non vince più senza Oladipo; male Miami in casa contro Chicago; Portland travolge Utah

Fonte: SkySport

 

New York Knicks – Dallas Mavericks: 90 – 114

Il pubblico della Grande Mela era arrivato al Madison Square Garden per ammirare Luka Doncic, ma ha finito per osservare – oltre all’ennesima sconfitta della squadra di casa – le prestazioni di altri due giocatori. Il primo è una vecchia conoscenza come Dirk Nowitzki, che alla sua ultima a “The Mecca” si è regalato il massimo stagionale da 14 punti in quella che è l’arena in cui ha segnato più punti lontano da casa (quasi 25 di media in 17 partite). “Mi è sempre piaciuto giocare qui: se è stata la mia ultima volta, di sicuro rimane uno dei miei posti preferiti di sempre” ha detto dopo la gara. Meglio di lui ha fatto Dennis Smith Jr., che ha realizzato la sua seconda tripla doppia della carriera con 13 punti, 10 rimbalzi e 15 assist, superato solo dai 19 di Harrison Barnes, i 17 di Wesley Matthews e i 16 di Luka Doncic, che nonostante qualche problemino fisico non ha voluto mancare la sua prima nella “World’s Most Famous Arena”, catturando anche 8 rimbalzi dopo aver cominciato con due airball. Per i Knicks, sconfitti per l’undicesima volta consecutiva, la serata è andata talmente male che coach David Fizdale ha ritenuto necessario inserire anche Enes Kanter. Richiesto a gran voce dal pubblico di casa, il turco al momento della sua entrata in campo si è inginocchiato per baciare il logo dei Knicks in quella che – mercato permettendo – potrebbe essere stata la sua ultima partita a New York.

Washington Wizards – Indiana Pacers: 107 – 89

Washington ha accorciato le distanze da Charlotte vincendo in casa contro i Pacers, che stanno cominciando ad accusare il contraccolpo dell’infortunio di Victor Oladipo con la terza sconfitta in fila. Merito del solito Bradley Beal da 25 punti e dei 23 di Jeff Green, leader di una panchina che ha realizzato 58 punti contro i 43 di quella degli avversari, solitamente molto prolifica. Coach Scott Brooks ha ritrovato nelle riserve quell’energia che aveva portato la sua squadra a rimontare quasi del tutto i Cleveland Cavaliers la sera precedente, approfittando di un avversario che senza il suo leader non riesce a trovare quel picco di talento in grado di trascinare tutti gli altri nelle serate storte (7-7 il record senza Oladipo). Con questa sconfitta i ragazzi di coach McMillan scendono al quarto posto nella Eastern Conference, ma i Celtics sono appena dietro a mezza partita di distanza.

Miami Heat – Chicago Bulls: 89 – 105

In quello che è probabilmente il risultato più sorprendente della nottata, i Chicago Bulls sono riusciti a salvarsi dall’onta del peggior mese nella storia della franchigia. Solamente nel gennaio del 2001 i Bulls avevano fatto peggio del 2-13 con cui hanno chiuso quest’anno, con la differenza fatta proprio dal successo sul campo dei Miami heat. Merito di un Bobby Portis scatenato nel secondo tempo (22 dei suoi 26 punti sono arrivati dopo l’intervallo) e dei 20 di Wayne Selden per sopperire all’assenza di Zach LaVine, ancora alle prese con una caviglia malconcia. Un risultato che assume ancora più valore per il fatto che sia arrivato in back-to-back atterrando da Brooklyn a tarda notte, approfittando di una serata davvero storta dei loro avversari. Miami, priva di Dwyane Wade oltre che di Goran Dragic e Derrick Jones, ha tirato solamente con il 38% dal campo, tra cui un pessimo 12/42 da tre punti, segnando solo 89 punti contro la peggior difesa della NBA pur mandando cinque giocatori in doppia cifra (Tyler Johnson il migliore con 15).

Portland Trail Blazers – Utah Jazz: 132 – 105

Vittoria fondamentale e molto pesante da parte dei Blazers in casa contro i Jazz, dominati sin dal primo quarto chiuso sul 45-27 in favore di Portland. Da lì in poi la squadra dell’Oregon non si è più voltata indietro, nonostante l’assenza a causa di un problema al ginocchio per Jusuf Nurkic. Alla sirena finale sono 36 punti per Damian Lillard, con 12/21 dal campo, tre triple, 11 assist e otto rimbalzi, sfiorando una tripla doppia che sarebbe stata la ciliegina sulla torta di una gara da +29 di plus/minus. Al suo fianco molto ispirato anche CJ McCollum, autore di 30 punti con 17 tiri e il 65% al tiro. Contro di loro la difesa dei Jazz non è riuscita in alcun modo a porre un freno, con coach Snyder che a quel punto ha allungato la rotazione e fatto riposare più del solito i titolari, dando per perso un match mai in equilibrio. Donovan Mitchell chiude con 22 in 27 minuti, alla guida di un quintetto tutto in doppia cifra. Davvero troppo poco però per pensare di recuperare qualche posizione a Ovest.