NBA: Toronto non incanta ma batte Chicago; fantastica prestazione di Towns nella vittoria su Miami; Fournier regala il successo a Orlando all’ultimo secondo

Fonte: SkySport

 

Toronto Raptors – Chicago Bulls: 95 – 89

Se devi giocare una partita mediocre in attacco, ti conviene farlo contro una pessima difesa come quella dei Bulls per garantirti almeno con il minimo sforzo l’ennesimo successo. Lo sanno bene i Raptors che grazie ai 27 punti di Kawhi Leonard e i 20 con 12 rimbalzi di Pascal Siakam si sono presi la settima vittoria consecutiva contro Chicago. “Sono stati molto furbi a rendere la partita nervosa, sporca e lenta””, sottolinea VanVleet commentando il nuovo atteggiamento difensivo voluto da coach Boylen. “Bisogna riconoscergli dei meriti, ma siamo in grado all’occorrenza di inventarci anche altri modi per vincere partite del genere”. Dopo il rumoroso passaggio a vuoto contro i Magic (solo 28 canestri di squadra, tirando con il 29.5% – entrambi minimo in stagione), i Raptors hanno realizzato soltanto 14 punti nel primo quarto. Una miseria che ha tenuto a galla i Bulls fino alla fine, colpiti e messi a tappeto da un Leonard da 12 punti nell’ultima frazione (con tanto di 8/8 dalla lunetta). Ancora senza Kyle Lowry (settima gara delle ultime otto saltata), Toronto si riavvicina ai Bucks, con Milwaukee che resta avanti data la miglior percentuale di qualche centesimo, nonostante i canadesi abbiano già conquistato due vittorie in più di Milwaukee.

Miami Heat – Minnesota Timberwolves: 104 – 113

Senza Jimmy Butler, è tutto un altro Karl-Anthony Towns. Il lungo dei T’wolves, rigenerato dall’assunzione di responsabilità da oltre un mese a questa parte, gioca forse la sua miglior partita dell’anno a Miami, chiusa con 34 punti, 18 rimbalzi, sette assist e sei stoppate. Towns diventa il primo giocatore della storia NBA a mettere assieme cifre del genere dal 14 novembre 1975 a oggi – quando a riuscirci fu Kareem Adbul-Jabbar in un Lakers-Suns. Una prova di forza pronta a intervenire in soccorso di Minnesota, che controlla a lungo la partita, ma poi vedere ridursi il suo vantaggio dal +11 al +2 nel giro di pochi minuti nel quarto periodo. In quel momento è ancora una volta Towns a scuotere i suoi dal torpore, segnando prima un canestro in gancio (sì, serata “alla Kareem” in tutto) e poi due triple consecutive per rimettere la doppia cifra di vantaggio sul tabellone. A quel punto gli Heat alzano bandiera bianca, nonostante i 21 punti in uscita dalla panchina di un convincente Dwyane Wade, in una partita in cui restano in vantaggio per 25 miseri secondi in totale.

Orlando Magic – Detroit Pistons: 109 – 107

Aaron Gordon e Evan Fournier partono con grande energia (tutti loro i primi 11 punti dei Magic) sorprendendo Detroit nei primi minuti e spingendo i padroni di casa al primo vantaggio significativo, 18-6. Poi ci pensa Nikola Vucevic a rispondere colpo su colpo ai primi canestri della coppia Griffin-Drummond, mantenendo davanti Orlando che chiude il primo quarto ancora sopra di 10, 31-21, con Aaron Gordon primo giocatore a toccare la doppia cifra a quota 11 punti e con i Magic oltre il 60% al tiro. Con in campo le seconde linee e la gioventù — Mo Bamba e Jonathan Isaac — la squadra di coach Clifford ha però un passaggio a vuoto a inizio secondo quarto che permette a Detroit di rifarsi sotto fino a rimettere il conto in perfetta parità a quota 41, con un mini-break di 8-2 a metà della seconda frazione generato dal buon impatto di Luke Kennard dalla panchina (già 13 punti con 6/7 al tiro per l’ex giocatore di Duke all’intervallo). Per i padroni di casa i migliori rimangono Vucevic e Gordon, forse il più determinato nel mantenere i suoi in gara, con canestri al ferro sfruttando il suo atletismo ma anche colpendo da fuori. Il primo chiude con 14 punti e 8 rimbalzi, il secondo ne aggiunge 15 e Orlando va al riposo sopra di 3 sul 62-59 grazie a ottime percentuali dal campo, vicine al 55%, con Detroit a contatto soprattuto grazie al numero di triple tentate (19, anche se solo 6 realizzate, contro le 9 dei Magic).Spavento per Blake Griffin nei primi secondi del secondo tempo, quando scivola su una macchia di sudore sul parquet e vede girarsi il ginocchio in modo innaturale. Fortunatamente non è nulla di serio e il n°23 dei Pistons resta in campo, visto anche che il suo partner sotto canestro Andre Drummond colleziona subito il suo quarto fallo. Se i leader di Orlando sono — tanto sulla carta quanto in campo — Gordon e Vucevic, Detroit invece resta in partita non grazie al contributo dei propri titolari quanto invece all’apporto della panchina, che ha fine quarto ha già messo sul tabellone 35 punti (contro i 18 della second unit dei Magic, che perde anche Jonathon Simmons per una distorsione alla caviglia). Proprio tre punti di Kennard fissano il punteggio sull’85-83 per Orlando al termine del terzo quarto, riavvicinando Detroit e rimandando tutto agli ultimi dodici minuti. Due triple di D.J. Augustin (4/6 dall’arco per lui in serata) segnano un 8-0 Magic che porta i padroni di casa sul 95-87 ed è proprio la poing guard ad allungare le mani sulla gara mettendo la propria firma su tutte le giocate importanti, col vantaggio di Orlando che sfiora la doppia cifra sul 104-95. Detroit però non molla, 4 punti di Bruce Brown e una tripla di un anonimo Reggie Bullock riportano i Pistons a -3 quando mancano 100 secondi alla sirena finale. Gli ospiti hanno un’ultima chance con 5.4 secondi da giocare per mandare la gara ai supplementari e i Magic combinano la frittata commettendo fallo sul tiro da tre di Bullock: il n°25 dei Pistons (vicino al 90% ai liberi in stagione) fa 3/3 e impatta a quota 105, lasciando ancora 2.5 secondi di speranza per Orlando. Quelli che servono a Evan Fournier per mandare a segno il floater sulla sirena che dà la vittoria ai padroni di casa, condannando i Pistons al quarto ko nelle ultime cinque gare (l’undicesimo nelle ultime 14) nonostante i 16 di Kennard, i 15 di Griffin e Bullock e i 14 con 15 rimbalzi di Andre Drummond.