NBA: Toronto si prende il primo posto ad Est; tutto facile per Golden State; male i Lakers a Utah; vincono senza problemi Portland e Indiana

Fonte: SkySport

 

Toronto Raptors – Brooklyn Nets: 122 – 105

Ai Nets serviva un’altra vittoria per pareggiare la serie di successi migliore messa insieme negli ultimi quattro anni. Gli avversari erano di nuovo i Raptors, quelli contro cui tutto era iniziato nella Juventus Night di Brooklyn più di un mese fa. Questa volta però i canadesi non si sono fatti sorprendere, abili nel ribaltare le sorti del match con un 36-18 di parziale arrivato nel secondo quarto, seguito poi dal 35-22 nella terza frazione. Un doppio colpo che ha messo ko i newyorchesi, incapaci di rispondere ai 20 punti e 11 rimbalzi di Kawhi Leonard, il primo di ben otto giocatori in doppia cifra, in una squadra che riesce a far giocare (e di conseguenza riposare) tutti. Nessuno resta sul parquet per più di 27 minuti, mentre ben sette giocatori ne passano almeno 20 in campo, in maniera tale da garantire continua freschezza al quintetto – soprattutto in difesa. Dall’altra parte sono 24 punti per D’Angelo Russell, conditi con nove assist e sei rimbalzi; unico assieme a Shabazz Napier a chiudere in doppia cifra (15 punti per la 24° scelta del 2014).

Golden State Warriors – Chicago Bulls: 146 – 109

Quando incrociano i Bulls sono gli Warriors (e in particolare Klay Thompson) a vedere rosso e a ritrovare magicamente la mira. E l’inizio di partita alla Oracle Arena ha messo in enorme difficoltà Chicago, convinta di poter entrare nuovamente nella storia dalla parte sbagliata. Il n°11 di Golden State infatti è partito segnando tre triple nei primi 70 secondi di gara. Mentalmente il contatore automatico è scattato nella testa di tutti: -11, punta di nuovo a fare il record di canestri da lontano in una singola gara (come già accaduto lo scorso 29 ottobre allo United Center nella sfida “d’andata”). Thompson alla sirena si è fermato a quota sette bersagli pesanti (su 11 tentativi), per 30 punti complessivi e un rotondo +30 di plus/minus. Meglio di lui per differenza fa Steph Curry, che segna cinque canestri da lontano e si prende il terzo posto nella classifica all-time per triple totali in carriera (superato Jason Terry), in una scalata diventata ormai inesorabile (impressionante il fatto che il n°30 abbia raggiunto quei traguardi avendo giocato un terzo delle partite degli altri). Kevin Durant ne aggiunge 22 con 7/11 dal campo e così il quintetto titolare degli Warriors può tranquillamente prendersi una mezza giornata di riposo (nessuno più di 28 minuti sul parquet).

Utah Jazz – Los Angeles Lakers: 113 – 95

Vincere a Salt Lake City avrebbe dato ai Lakers una bella iniezione di fiducia e un po’ di margine in classifica in attesa del ritorno di LeBron James, invece sul campo degli Utah Jazz è arrivata una sconfitta senza appello. I gialloviola non sono riusciti a contenere un Donovan Mitchell da 33 punti e 9 assist (suo massimo in carriera), finendo sotto nel punteggio nel secondo quarto e senza mai riuscire a tornare sotto la doppia cifra di svantaggio. Due sono i parziali chiave della gara: quello da 18-4 dei Jazz nel secondo quarto, tenendo gli avversari senza canestri dal campo per quasi sette minuti; e quello da 14-5 nel terzo dopo che gli ospiti erano tornati a -10 grazie a due canestri del miglior realizzatore Michael Beasley, autore di 17 punti. Insieme a lui ci sono i 15 di Brandon Ingram e gli 11 di Kyle Kuzma (ma con 4/18 al tiro) in una serata in cui la squadra di coach Luke Walton ha tirato malissimo (36% dal campo, 18.5% da tre punti). Per i Jazz invece ci sono 15 triple di squadra, con le tre doppie doppie di Rudy Gobert (12+18), Joe Ingles (14+12, massimo in carriera) e Derrick Favors (15+13, massimo in stagione), oltre ai 17 punti di Royce O’Neale con 5 triple.

Portland Trail Blazers – Charlotte Hornets: 127 – 96

Partita in discesa per i Blazers, che sanno vincere “da grande squadra” (soprattutto in casa) e approfittando della poca lucidità degli Hornets per mettere le cose in chiaro dopo un quarto ‘e non voltarsi più indietro. La doppia cifra di vantaggio diventa sempre più corposa, fino a superare le 30 lunghezze, lasciando a Charlotte le briciole di una partita chiusa con i 18 punti con 19 tiri di Kemba Walker (-29 di plus/minus in 32 minuti) e davvero poco altro. Dall’altra parte invece chirurgica partita per CJ McCollum, autore di 30 punti in 29 minuti con il 60% dal campo e cinque triple a segno. Ai suoi si aggiungono i 20 punti di Damian Lillard e la tripla doppia sfiorata da un ispirato Jusuf Nurkic, che conferma il suo ottimo momento di forma. Per il lungo bosniaco sono 11 punti, 11 rimbalzi e otto assist (eguagliato il suo massimo in carriera), prima di prendere con largo anticipo la strada verso la panchina. Portland infatti vince con il minimo sforzo, si gode un po’ di riposo e si prende il quarto posto a Ovest, a ridosso dei Thunder.

New York Knicks – Indiana Pacers: 106 – 121

Basta e avanza ai Pacers un Domantas Sabonis in cerca di riscatto dopo la pessima prestazione contro Boston per battere New York e chiudere il giro di trasferte con un record positivo. Alla sirena finale sono 22 punti, 15 rimbalzi e tre assist per il lituano – titolare vista l’assenza di Myles Turner – il miglior realizzatore di un match che segna se possibile ancora di più la disastrosa stagione dei Knicks. A parte lo sporadico e inatteso successo a Los Angeles contro i Lakers, la squadra di coach Fizdale ha incassato 11 sconfitte nelle ultime 12 gare, 16 nelle ultime 18 (e si potrebbe andare avanti ancora a lungo). Alla sirena finale sono 21 punti per Mudiay e davvero poco altro, per una squadra che dovrà sfidare in casa i Sixers, prima di volare per Londra e sperare che la lunga trasferta permetta a molti di schiarirsi le idee.