NBA: prima tripla doppia storica per Lonzo Ball, Houston vince ancora, i Cavs tornano al successo ma con grande fatica

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Fonte: SkySport

Milwuakee Bucks – Los Angeles Lakers: 98 – 90

Almeno per una sera, Lonzo Ball può mettere da parte i suoi problemi al tiro e quelli della sua famiglia in Cina: con 19 punti, 12 rimbalzi e 13 assist, il playmaker dei Los Angeles Lakers ha regalato un sorriso ai suoi tifosi diventando il più giovane di sempre a registrare una tripla doppia, battendo il primato di LeBron James che durava dal 2005. Ball infatti ci è riuscito a 20 anni e 15 giorni, cinque giorni prima rispetto a quanto fatto dal Prescelto, anche se la sua prestazione (di cui ha detto che “non mi interessa perché abbiamo perso”, pur avendo aggiunto anche 3 recuperi e 4 stoppate) non è bastata per superare i Milwaukee Bucks di un Giannis Antetokounmpo dominante con 33 punti e 15 rimbalzi. “È stata dura, eravamo stanchi dopo la partita di ieri a San Antonio” ha dichiarato “The Greek Freak”, decisivo con la schiacciata al volo e il sottomano in transizione che hanno ricacciato indietro i Lakers nell’ultimo quarto, dopo che Ball e soci si erano rifatti sotto a -7. Ai gialloviola non sono bastati i 21 punti con 11 rimbalzi di Kyle Kuzma e i 17 di Julius Randle, mentre in casa Bucks ci hanno pensato Malcolm Brogdon (16), Khris Middleon (13), Eric Bledsoe (11) e Matthew Dellavedova (10) a dar man forte ad Antetokounmpo per tornare a un record di 50% di vittorie (6-6).

Houston Rockets – Memphis Grizzlies: 111 – 96

Non si ferma la marcia degli Houston Rockets, che vincono la quinta partita in fila e mantengono il primo posto nella Western Conference in coabitazione con i Golden State Warriors. Contro Memphis la vittoria ha il sapore della rivincita, visto che due delle tre sconfitte stagionali di D’Antoni e soci sono arrivate proprio contro la squadra di Coach Fizdale: “Hanno giocato con la voglia di dimostrare qualcosa fin da subito, e ce lo aspettavamo. Però diavolo, sono difficili da battere quando tirano così.” I Rockets infatti hanno segnato le prime tre triple in due minuti per un parziale di 9-0 dal quale non si sono mai voltati, grazie ai 38 punti di un indemoniato James Harden e i 26 di Eric Gordon all’interno di un 16/45 di squadra dall’arco. È la quinta gara consecutiva nella quale Houston è riuscita a segnare almeno 16 triple, un nuovo record dopo quello stabilito nella scorsa stagione, ma anche in difesa gli uomini di D’Antoni si sono fatti sentire con 14 palle recuperate sulle 20 palle perse forzate a Memphis, che ha avuto il suo miglior realizzatore in un Tyreke Evans ancora positivo con 22 punti e 8/12 dal campo, mentre Marc Gasol e Mike Conley hanno faticato chiudendo rispettivamente a quota 15 e 12.

Dallas Mavericks-Cleveland Cavaliers: 104 – 111

Da una franchigia con ambizioni di titolo come i Cleveland Cavaliers ci si aspetterebbe meno fatica per battere una delle peggiori squadre della NBA, ma come si dice spesso in regular season “a win is a win”. Cleveland ha avuto bisogno del miglior Kevin Love stagionale con 29 punti e 15 rimbalzi e un Kyle Korver decisivo con 13 punti nell’ultima frazione per avere ragione dei Dallas Mavericks, riportandosi a un record dal 50% di vittorie. I Mavs, dal canto loro, nell’ultimo quarto si sono riportati più volte sul -1 e hanno avuto tre tiri per il sorpasso, l’ultimo dei quali con il miglior realizzatore Harrison Barnes (23 punti e 12 rimbalzi) che non è riuscito a convertire una tripla a 39 secondi dalla fine. A rubare lo sguardo di tutti è stato però Dennis Smith Jr., che con i suoi 21 punti e 7 assist si è guadagnato l’endoserment di nientemeno che LeBron James (19 punti e 11 rimbalzi): “Dallas ha pescato un diamante grezzo, i Knicks avrebbero dovuto prenderlo al Draft” ha dichiarato il Re, tirando una frecciata non solo a Frank Ntilikina quanto soprattutto al suo “nemico” Phil Jackson.

New York Knicks – Sacramento Kings: 118 – 91

Non è esattamente un caso che le parole di James siano arrivate due giorni prima della partita tra Cavs e Knicks al Madison Square Garden. A New York, intanto, si godono un’altra grande prestazione di Kristaps Porzingis: il lettone ha chiuso con 34 punti e 11/21 dal campo, dominando in lungo e in largo come testimoniato dal suo +31 di plus-minus in meno di 27 minuti. I Kings, reduci da un viaggio da costa a costa in un solo giorno di pausa, non avevano chance di resistere alla forza d’urto di un Porzingis riposato e hanno perso tutti e tre i quarti finendo sotto anche di 33 punti, con soli due giocatori dalla panchina a chiudere in doppia cifra (Buddy Hield con 17 e Skal Labissiere con 19) e la sconfitta numero 9 in stagione. New York invece sale a un record di 7-5 grazie anche ai 20 punti di Courtney Lee e la doppia doppia da 17+13 di Enes Kanter.

Phoenix Suns – Minnesota Timberwolves: 118 – 110

Bruttissima sconfitta dei T’Wolves, che dopo aver cominciato l’ultimo quarto in vantaggio sul campo dei non irresistibili Suns, crollano nel finale sotto i colpi dei 70 punti (35 a testa) di T.J. Warren e Devin Booker, protagonisti del parziale di 14-0 con cui Phoenix è riuscita a interrompere una striscia di cinque sconfitte consecutive. L’unico altro giocatore della squadra di casa a toccare la doppia cifra è stato Marquese Chriss, autore della tripla della staffa a 51.2 secondi dalla fine e di 13 punti con 5 stoppate. Ai T’Wolves invece non sono bastati i 27 di Andrew Wiggins e i 25 di Jimmy Butler, che nel post-partita non le ha mandate a dire: “Il nostro attacco non sarà mai un problema; quello che continueremo a sentire da noi stessi e dall’esterno è che non stiamo difendendo per nulla. Questa è la cosa più deludente. E fino a quando non la sistemeremo, il risultato sarà quello di questa sera”. L’ex Bulls però non ha puntato il dito contro altri, prendendosi la colpa dei punti segnati da Booker: “Non stiamo facendo giocare gli avversari secondo le loro debolezze, ed è colpa mia. Booker mi ha massacrato stasera. Non ero abbastanza vicino sui suoi tiri. È andato dove voleva in campo: devo migliorare in difesa, comincia tutto da me.”

San Antonio Spurs – Chicago Bulls: 133 – 94

Con fuori anche Danny Green e Manu Ginobili (oltre a Leonard e Parker), è Pau Gasol con 21 punti e 10 rimbalzi a guidare ben otto Spurs in doppia cifra – quattro titolari e quattro riserve – per la facile vittoria interna contro i Bulls. Dalla second unit texana si mettono in mostra soprattutto Dejounte Murray (17 punti con +32 di plus/minus) e Davis Bertans (16 in 18 minuti), mentre 15 a testa li mandano a referto Rudy Gay e Brandon Paul e 14 LaMarcus Aldridge. Gara senza storia fin dall’inizio (30-8 il parziale iniziale) e la serataccia dei Bulls rischia di peggiorare ulteriormente alla fine del primo tempo quando il rookie Lauri Markkanen si gira una caviglia ed è costretto a uscire. I migliori per la squadra di coach Hoibert, con 17 punti a testa, sono Robin Lopez e Bobby Portis, insieme a Kris Dunn gli unici giocatori in doppia cifra per Chicago.