NBA: vittoria facile dei Clippers contro Charlotte; Thompson anniente New York; bell’esordio di Ryan Saunders sulla panchina di Minnesota; Toronto a fatica contro Atlanta

Fonte: SkySport

 

L.A. Clippers – Charlotte Hornets: 128 – 109

Danilo Gallinari gioca una gara quasi perfetta contro Charlotte, a partire da un primo quarto assolutamente dominato, che l’azzurro comincia mandando a bersaglio cinque delle sue prime conclusioni per 12 punti nei primi nove minuti, che guidano i suoi Clippers allo strappo iniziale. L.A. infatti manda a tabellone 33 punti e chiude la prima frazione sopra di 9. Nel secondo quarto invece di cavalcare a tutti i costi la sua mano calda, Gallo fa un passo indietro e permette ai suoi compagni – su tutti il suo compagno di frontcourt Tobias Harris, che va all’intervallo con già 15 punti – di entrare in partita. Al resto ci pensa la coppia di soliti noti dalla panchina, Lou Williams e Montrezl Harrell, che mantengono alta l’energia e i Clippers davanti, anche se Charlotte si avvicina e va alla pausa lunga con solo 5 punti di distacco. Gli Hornets si avvicinano fino anche al -2 ma poi Harrell è decisivo nel mettere a segno otto punti consecutivi riportando l’inerzia della gara tutta a favore dei padroni di casa, che costruiscono un vantaggio sempre più consistente tra la fine del terzo quarto e l’inizio del quarto. Quando Gallinari torna in campo nel quarto quarto il vantaggio dei padroni di casa è già confortevole, ma l’azzurro riparte da dove aveva lasciato, infilando la tripla del +18 (4/7 dall’arco per lui a fine serata) mentre il vantaggio di L.A. arriva a toccare anche i 20 punti sul 109-89. La sfida contro Charlotte è una di quelle gare che dovrebbero far sorridere coach Rivers e i suoi assistenti: in casa Clippers non c’è bisogno degli eroismi di nessuno, ma si arrivano a contare quattro giocatori diversi con almeno 20 punti. I due top scorer arrivano dalla panchina, non a caso quella che produce più punti di tutta la NBA. Solo che in media l’impatto difensivo della second unit di Doc Rivers è di 52.2 punti, mentre contro gli Hornets a quota 50 ci arrivano due giocatori da soli (saranno 63 quelli di tutta la panchina), entrambi in doppia doppia, il solito Lou Williams, che chiude con 27 punti (14 dei quali nell’ultimo quarto) ma anche 10 assist, e l’incredibile Montrezl Harrell, titolare di 23 punti con 11 rimbalzi. Gli altri due “ventellisti” sono ovviamente Tobias Harris a quota 23 e Danilo Galllinari che si ferma a 20 e non va neppure una volta in lunetta (uno dei punti forti del suo gioco) ma mette in mostra percentuali sopraffine, chiudendo con 8/12 al tiro e contribuendo anche con 5 rimbalzi e 4 assist.

Golden State Warriors – New York Knicks: 122 – 95

Dopo la magica notte contro i Chicago Bulls da 52 punti, torna bollente la mano di Klay Thompson, che ai Knicks rifila il 12° quarantello della sua carriera, in una serata in cui manda a bersaglio 7 triple e chiude con 43 punti. Golden State manda in archivio la pratica New York con il parziale di 13-0 che chiude il primo tempo: da -1 gli Warriors vanno all’intervallo sul +12 e non si volteranno più indietro. Per i campioni in carica, reduci da tre sconfitte interne consecutive, ci sono anche 24 punti di Kevin Durant, la prima doppia doppia stagionale di Steph Curry (14 punti e 14 assist, suo massimo in questo campionato) e un Draymond Green che non chiude in tripla doppia solo perché tira solo 5 volte e segna 2 punti, cui aggiunge però 11 rimbalzi e 10 dei 36 assist di squadra. I californiani tirano il 51% dal campo ma soprattutto tengono l’attacco dei Knicks sotto il 40% al tiro: il migliore dei bluarancio è Mario Hezonja, che chiude a quota 19, mentre Enes Kanter aggiunge un’altra doppia doppia alla sua stagione, con 12 punti e 16 rimbalzi, ma non può evitare la 15° sconfitta nelle ultime 17 gare per la squadra di caoch Fizdale.

Oklahoma City Thunder – Minnesota Timberwolves: 117 – 119

“Win one for the coach”, vincerne una per il nostro allenatore: a giudicare dallo sforzo messo in campo dai Timberwolves contro Russell Westbrook e compagni, l’obiettivo era proprio quello. Grazie alla miglior prestazione stagionale di un Andrew Wiggins scatenato – 40 punti e 10 rimbalzi per lui – Minnesota riesce a bagnare con una vittoria l’esordio da capo allenatore di Ryan Saunders, figlio dell’indimenticato Flip e oggi il più giovane head coach su una panchina NBA, a soli 32 anni. Il successo è però uno di quelli che forse fa invecchiare di un paio di anni in 48 minuti il giovane allenatore dei T’Wolves, che hanno la meglio sui Thunder solo dopo i due errori consecutivi di Westbrook da tre punti su altrettanti possessi che avrebbero potuto dare il successo a Oklahoma City. Per il n°0 dei padroni di casa ci sono 25 punti e 16 assist (uno in meno del suo massimo stagionale), mentre chiude in doppia doppia anche Steven Adams, con 20 punti e 12 rimbalzi, e la sfiora soltanto Paul George, miglior marcatore dei suoi a quota 27 cui aggiunge anche 9 rimbalzi. Dall’altra parte, però, la serata di grazia di Wiggins fa il paio con un’altra solida prestazione di Karl-Anthony Towns che chiude con 20 punti e 9 rimbalzi e con l’ottimo contributo della panchina di coach Saunders, che manda tre giocatori in doppia cifra (Dario Saric con 15 e 10 a testa per Anthony Tolliver e Tyus Jones). Minnesota, ancora senza Derrick Rose (caviglia) e Robert Covington (ginocchio), dal terzo quarto deve fare a meno anche di Jeff Teague, espulso dopo un litigio con Dennis Schröder. In casa Thunder c’è preoccupazione invece per Nerlens Noel, colpito alla testa durante un tentativo di stoppata su una schiacciata di Wiggins e caduto malissimo a terra: il lungo di OKC è stato immobilizzato in barella, trasportato fuori dal campo e poi ricoverato in ospedale, ma non ci sono ancora aggiornamenti sulle sue condizioni di salute.

Toronto Raptors – Atlanta Hawks: 104 – 101

Per la prima volta in campo assieme dal 9 dicembre, Kawhi Leonard (31 punti) e Kyle Lowry (16) portano il loro contributo alla vittoria sugli Hawks ma l’eroe di serata è Serge Ibaka, che a 17 secondi dalla sirena finale manda a segno il canestro della vittoria. Ci sono 13 punti per lui e altri 13, con 10 rimbalzi, per Pascal Siakam, ma Atlanta deve recitare il mea culpa per le 27 palle perse (massimo stagionale) collezionate sul parquet dei Raptors, che ne approfittano segnando 34 punti. “Giù il cappello davanti agli Hawks”, riconosce però Lowry, e difatti la squadra della Georgia esce a testa alta dalla trasferta in Canada, dove arriva la quarta sconfitta delle ultime cinque gare ma anche alcuni segnali incoraggianti: ci sono 21 punti con 14 rimbalzi di John Collins, 20 di Jeremy Lin e 19 di Trae Young. Troppo forti però i Raptors di un Kawhi Leonard che per la 17° volta consecutiva segna almeno 20 punti e ci associa anche 6 assist e 6 recuperi (suo massimo stagionale): è lui oggi il simbolo delle rinnovate ambizioni di Toronto, così come a lungo in passato lo è stato Vince Carter, a cui il pubblico canadese ha tributato una bellissima standing ovation al suo ingresso in campo da avversario.