NBA: Westbrook nella storia, George candidato “ufficiale” per il premio MVP; buona la prima di Marc Gasol con la maglia di Toronto; 5° successo consecutivo per Indiana

Fonte: SkySport

 

Houston Rockets – Oklahoma City Thunder: 112 – 117

Una partita diverse dalle altre, dal fascino e dalla bellezza fuori dal comune. Una sfida da record, vinta in rimonta (e che rimonta) dai Thunder grazie ai suoi due grandi All Star: Paul George chiude con 45 punti (a quattro lunghezze dal suo massimo in carriera, che risale al 2013), guidando nel finale una rimonta da -26 che ha un sapore storico. Soprattutto per Russell Westbrook, che raccoglie la sua nona tripla doppia in fila – 21 punti, 11 assist e 12 rimbalzi, conditi con 10 palle perse – e riesce in ciò che non aveva completato due anni fa: eguagliare Wilt Chamberlain, diventare l’unico nella storia assieme a lui ad averne realizzate così tante consevutivamente, sognando di superare Wilt nella prossima sfida contro Portland. Per Westbrook è la 22esima tripla doppia stagionale, la n°126 in carriera, arrivata al termine di una partita non perfetta (8/21 al tiro e diversi passaggi a vuoto). È lui a segnare a meno di 27 secondi dalla sirena il canestro in penetrazione che riporta avanti OKC dopo un’eternità, completando una rimonta da record (la più larga della stagione dei Thunder) iniziata con un convincente 42-20 di parziale piazzato nel terzo quarto. Sul possesso successivo al suo bersaglio, Westbrook assieme a George “ballano” sul pick and roll Rockets e difendono alla perfezione su James Harden, costringendolo a forzare una tripla complicata anche per un cecchino come lui. Palla lontana dal bersaglio, rimbalzo di George e partita in ghiaccio per i Thunder, che raccolgono il decimo successo nelle ultime 11 (battuti solo da Boston da quando Westbrook ha iniziato la striscia di triple doppie) e si candidano al ruolo di prima forza a Ovest alle spalle degli Warriors. Dall’altra parte James Harden è l’ultimo ad alzare bandiera bianca, il solito leader che ha provato fino alla fine a guidare un gruppo a cui sempre più spesso mancano le forze nel finale. Il Barba chiude con 42 punti, sei triple, 14/15 ai liberi e un solo assist (ben al di sotto delle due medie), con Chris Paul che al suo fianco accarezza l’idea di una tripla doppia a cui manca un passaggio vincente (18 punti, dieci rimbalzi e nove assist alla sirena finale). Harden mette così in fila per la 29° volta una gara con almeno 30 punti a segno, allungando una striscia a cui mancano due partite per diventare la seconda più lunga all time (la prima di Chamberlain ne conta 65, per lui sarà più difficile raggiungere Wilt come fatto da Westbrook). È la 70° gara in cui Harden segna almeno 40 punti in carriera, ma per la prima volta sul parquet c’è chi fa meglio di lui, togliendogli anche la soddisfazione di essere il miglior realizzatore del match.

New York Knicks – Toronto Raptors: 99 – 104

Primo giorno di scuola per Marc Gasol, al suo esordio in NBA con una maglia diversa da quella dei Memphis Grizzlies. Al suo fianco, a spiegargli nel minor tempo possibile come funzionano le cose in Canada, Sergio Scariolo – per anni il suo allenatore in nazionale: “È il mio riferimento: gli ho chiesto di tutto, risolve ogni tipo di problema in tutte le situazioni”, commenta dopo aver messo a referto sette punti e sei rimbalzi nel successo Raptors – più sofferto del previsto – che condanna i Knicks alla 16° sconfitta consecutiva (pareggiata la peggior striscia di risultati nella storia della franchigia). Per Gasol 19 minuti sul parquet dopo che a ridosso della deadline di mercato, i Grizzlies hanno deciso di liberarsi di lui in cambio di Jonas Valanciunas. Un giocatore d’esperienza, un’alternativa importante in uscita dalla panchina per un gruppo che si gode i 22 punti di Kyle Lowry e i 15 con 13 rimbalzi di Serge Ibaka nel quarto successo in fila di Toronto. Dall’altra parte New York ci ha provato fino all’ultimo: la tripla di Mario Hezonja a 11 secondi dalla sirena ha riportato lo svantaggio dei blu-arancio a un solo possesso di distanza, prima che un paio di liberi spegnessero l’euforia del pubblico del Madison Square Garden.

Indiana Pacers – Cleveland Cavaliers: 105 – 90

Senza Victor Oladipo fino al termine della stagione e aspettando Wesley Matthews, probabile arrivo dal mercato dei buyout, Indiana sembra aver trovato la quadra per continuare a vincere e convincere: contro Cleveland arriva infatti il quinto successo consecutivo dei Pacers, ed è un successo di squadra, nato dalle ottime prestazioni di tutto il gruppo allenato da coach McMillan. Se Bojan Bogdanovic è il miglior marcatore a quota 23, ce ne sono 18 per Darren Collison, 14 con 8 rimbalzi per Myles Turner (che senga 8 dei primi 12 punti dei suoi al via, indirizzando la gara) ma anche 13 punti con 10 rimbalzi per Domantas Sabonis e una tripla doppia sfiorata da Cory Joseph, che in 31 punti dalla panchina colleziona 10 punti, 10 assist e 9 rimbalzi. Per Cleveland, di nuovo senza Kevin Love, si tratta della quarta sconfitta in fila e della decima nelle ultime dodici: non bastano ai Cavs i 18 punti di Jordan Clarkson e i 16 a testa di Larry Nance Jr. e Collin Sexton.