Nevada vs New Mexico: 73 pazzi secondi

Il concetto di eterno ritorno di Nietzsche esprime il fatto che la storia torna sempre come se fosse un cerchio e tu non puoi fare nulla per fermarla.

Così nella vita, come nel basket. Qualche anno fa a Houston giocava col numero uno un certo Tracy Mcgrady, uno di quei giocatori folli che la sera prima perde da solo contro l’ultima in classifica della conference, e la sera dopo risolve una partita già chiusa negli ultimi secondi. La storia vede questo ragazzo come protagonista al positivo in questo caso e lo vede rimontare da solo nell’ultimo minuto di gioco i San Antonio Spurs (non si sa perché ma gli Spurs sono sempre stati inclini a questo tipo di suicidi sportivi): Tracy riesce a realizzare in soli 33 secondi ben 13 punti, grazie a tre triple e ad un gioco da quattro con cui regala la vittoria più insperata della NBA ai Rockets. Ma all’inizio dicevamo che al storia torna sempre, tende a ripetersi e a migliorarsi se possibile: è successo nella notte, in una partita di NCAA fra Nevada e New Mexico. Manca 1 minuto e 13 secondi alla sirena del secondo tempo e sembra che nemmeno questa volta l’Università di Nevada possa imporsi sul campo di quella del New Mexico perché i padroni di casa, oramai sicuri di vincere, conducono il match per 90-76. Quando mai questi annulleranno un gap di 14 punti in poco più di un minuto? Quello che succede in questi 73 secondi ha dell’incredibile: New Mexico perde palla ingenuamente, Nevada si butta di là e in transizione piazza una tripla. 79-90. Timeout chiamato dal coach della squadra ospite che dà ai suoi un solo imperativo: fallo velocissimo e tripla ancora più veloce. I ragazzi rispondono. Riprende il gioco e arriva subito il fallo, due liberi per New Mexico che li sbaglia ancora. Altra transizione, altri tre punti. 82-90. Il gap si sta riducendo, ma da qui a rimontare ce ne vuole ancora. New Mexico batte la rimessa cercando l’uomo migliore da mandare in lunetta e lo trova: Harris però mette solo il secondo. 82-91. Dall’altra parte Marshall si prende una tripla veloce, solo rete. 85-91. Altro fallo immediato di Nevada, due liberi: Brown ne mette uno su due. 85-92. Ramsey cerca Caroline che spara da tre e giù in fondo alla retina. 88-92. Quattro punti a distanziare le due squadre quando mancano 27 secondi e Harris è in lunetta per New Mexico. Due su due ai liberi. 88-94. Sembra finita, ma in soli 8 secondi Marshall si costruisce un’altra tripla e la mette a segno. 91-94. Fallo di Nevada e in lunetta va Logwood. Si concentra, sa che nelle sue mani sta la palla della vittoria. Sbaglia; fa nulla, c’è ancora il secondo. Anche questo fuori. Rimbalzo di uno di Nevada, si va dall’altra parte del campo a velocità siderale: la palla arriva ancora a Marcus Marshall che si alza da tre: tabellone e ciuf. 94-94. L’ultimo tiro è preso da Brown che sbaglia. Si va all’overtime, Nevada è riuscita nell’impresa. Nel tempo supplementare esce però di nuovo la forza dei padroni di casa che riescono a portarsi sul +2 a 9 secondi dalla fine grazie ai liberi di Brown. Nevada si affida allora al suo miglior uomo: Jordan Caroline. Prende palla nella sua metà campo e punta il canestro, ma non per pareggiare per vincere. Si ferma poco prima della linea da tre e spara con una mano in faccia: la palla danza sul ferro e poi entra. Mancano 2.9 secondi e Nevada è in vantaggio 105-104. Ci sarebbe un ultimo tiro, che non entra. Nevada vince. È una delle più incredibili rimonte del basket college americano, è la magia di questo sport e dell’NCAA. E a voi che giocate e magari siete sotto di qualche punto quando manca poco alla fine della partita, ricordatevi che è vero: nel basket 1.13 sul cronometro è tantissimo.

 

Davide Maggioni