Occhio alla serie A2 di domani: spese pazze e rischio di “non ritorno” (di R.Baldini)

Tre promozioni e cinque retrocessioni possono essere lette in diversi modi; il denominatore comune è che ci sono tanti obiettivi da raggiungere, per molte a qualsiasi costo. Ecco, “a qualsiasi costo” è uno slogan pericoloso che nasconde dietro l’ambizione tante piccole questioni, soprattutto economiche, da maneggiare con cura.

Non è un mistero che la permanenza in seconda serie, al di là della romantica versione del vero campionato italiano, del forte appeal con gli appassionati e i numeri pazzeschi di presenze nei palazzetti, rimane un esborso importante a “fondo perduto”. Le prime della classe hanno sfiorato (o sforato) il budget dei 2 milioni di euro, immaginate mancare l’obiettivo unico (perché di una sola promozione si parla ad oggi ndr.), che fardello rappresenti dal punto di vista aziendale.

I presupposti di inizio estate tracciano inquietanti segnali, “scie chimiche” invisibili ma che presuppongono un trend: procuratori che stanno proponendo in serie A2 giocatori e allenatori a cifre impensabili per la categoria, valutazioni maggiorate anche del 30% con la conseguenza di inquinare il mercato. Va bene, siamo nelle operazioni di Giugno, quelle ascrivibili ai “sogni bagnati” di agenti ed assistiti, siamo anche in una fase in cui c’è bisogno di qualche “lancio pubblicitario” per piazze importanti deluse, ma la questione non è da trascurare in proiezione.

Non a caso il Presidente della LNP Pietro Basciano ha lanciato un appello neanche troppo subliminale: “con il nuovo corso della A2 del prossimo anno, alla luce di alcuni segnali arrivati già a Giugno, invito tutte le società ad un forte senso di responsabilità, calibrando le economie in funzione della prossima stagione sportiva. Si fa presto a deragliare, i controlli saranno più severi, non roviniamo un campionato che a riacquisito dignità ad importanza.”

Insomma, prevenire è meglio che curare, il movimento cestistico italiano ha bisogno di tutto fuorchè di altri pessimi ritorni di immagine; il salto di maturità definitivo si avrà quando le esigenze della piazza saranno allineate con un equilibrato criterio gestionale sportivo. Anche perché, alla fine della fiera, l’appassionato preferirebbe fare 20 campionati consecutivi in serie A2 che 2 nella massima serie per poi finire nell’oblìo.

 

Direttore Raffaele Baldini