Openjobmetis Varese: l’approfondimento di Luciano Chiesa

Bertone Pablo Foto Ciamillo-Castoria

È partita per Sofia la Openjobmetis Varese, portandosi appresso un carico di dubbi, che forse gli impegni di coppa potranno aiutare a risolvere, o ad acuire. Non basta infatti la vittoria contro Brescia, ottenuta con un canestro di Moore a tre secondi dal termine, la sconfitta in terra sarda ha portato al pettine alcuni nodi, peraltro già noti, che l’area tecnica biancorossa dovrà presto affrontare. Una squadra “ venduta” per lunga e profonda si trova improvvisamente una coperta corta: Archie ha giocato una gara davvero sotto tono, può succedere, ma Caja non può essere costretto a lasciarlo in campo per mancanza di alternative. Ferrero pur con il solito encomiabile impegno ha sprecato le sue cinque penalità in soli sette minuti, soverchiato ed a mal partito contro il mix di atletismo e fisicità di gente come Pierre e Polonara, mentre Jannuzzi, per dirla alla Caja, “ non è ancora presentabile”. In effetti un anno a mezzo servizio per il centro ex Torino e Brindisi si sta rivelando deleterio, la società ha la massima fiducia nel giocatore, fortemente voluto in estate dal suo coach, ma adesso sta a lui battere un colpo, e gli impegni europei possono essere la giusta occasione per riprendere il feeling con il ritmo partita, uno squillo europeo servirebbe come il pane per riguadagnare fiducia anche in ambito nazionale.
Forti dubbi stanno invece affiorando sul conto di Pablo Bertone: l’argentino, arrivato in estate come l’uomo in più in grado di dare energia ed intensità, ha avuto tutto lo spazio per inserirsi nel precampionato, complice anche l’assenza in nazionale di Avramovic, ma pare non aver convinto, tanto che Caja gli ha concesso la miseria di 4 minuti in due gare, con un odore di bocciatura che solo una maiuscola prova in Europe Cup potrà allontanare; questione di inserimento? Questione di impiego tecnico, di forma? Oppure, come qualche voce di tifoso comincia a sussurrare su forum e social, un conto è fare dieci di media in una squadra che si salva per il rotto della cuffia, un altro è essere adeguati per giocare in serie A quando le ambizioni salgono di un gradino.
Per tornare alla gara di domenica, Sassari ha vinto perché ha trovato ciò che Varese non ha: un giocatore come Polonara che scrive 15+8 uscendo dalla panchina, per Varese, a fronte di questo Bertone basterebbe… un Larson qualsiasi, giusto per restare alla passata stagione, ovvero qualcuno che possa dare un cambio di qualità, con un minimo di difesa e qualche punto garantito a supporto di un quintetto dove fisiologicamente, qualcuno può avere delle giornate di grazia e qualcun altro delle serate storte senza però far accendere le classiche spie d’allarme.
Oltretutto, una guardia più tendente al play che all’ala, potrebbe essere di supporto anche a Tambone, che dopo un’estate di lavoro con la nazionale sperimentale. ed un precampionato scintillante, pare aver perso la vena balistica (0/10 da tre in due gare), pagando forse un po’ di stanchezza senza poter tirare il fiato, avendo come quarto piccolo un Bertone rivedibile, se non già quasi “riformato”. Ovviamente tifosi e società si augurano che tutto si aggiusti ed il motore di questa Openjobmetis cominci a girare a regime, altrimenti Andrea Conti, delle cui qualità nessuno dubita, sarà chiamato a qualche correttivo in corsa, conti (quelli economici) permettendo.

LUCIANO CHIESA