Il Pagellone di Oscar Eleni

Oscar Eleni

Fonte: Indiscreto.info a cura di Oscar Eleni

10 Ad Emilio MARRESE e Paolo MURARO per il libro “Tutti al Palazzo” che ci riporta nella grande storia del Pala Dozza di Bologna dove, si spera, la Federazione possa trovare anche la sala per ricordare gli uomini che le hanno dato gloria. A Giuliano MUSI che lavorando anche sulla collezione di Lamberto BERTOZZI ha creato il Docufilm intrigante “Andavamo al Madison”. Bologna torna capitale, magari serviranno migliori giocatori, ma il resto sembra esserci. Come direbbero Parisini e Porelli, litigando.

9 A Marco BELINELLI, sempre in zona bolognese si deve stare, perché questo suo finale a Filadelfia ci conferma che non basta il talento, serve la testa, serve la voglia di soffrire. Lui lascerà una traccia anche fra i 62 stranieri di queste finali NBA, unico italiano. Da abbraccio accademico.

8 A BUSCAGLIA e CAJA che per strade diverse stanno pilotando Trento verso la montagna sacra, già scalata lo scorso anno fino alla finale scudetto, e Varese verso il Sacromonte dove è attesa da quelli che hanno fatto la storia del nostro basket e della città anche quando non è un giardino e soffre per i suoi campioni che stanno male come il Marino Zanatta impegnato nella difesa più dura della sua straordinaria vita di sport.

7 A MARKOVSKI e MAZZON che diventano titolari della cattedra seconda opportunità: battuti all’esordio come allenatori subentranti hanno vinto tutti e due in trasferta riaprendo lo scrigno dei sogni per chi non è ancora certo dei play off e per chi non sa ancora se si salverà. Astenersi dal chiamare Zamparini.

6 A BERTOMEU se riuscirà a ricucire con il Panathinaikos senza cedere ai ricatti. Allargare a 18 squadre l’Eurolega è una provocazione forte, i giocatori sono già sotto stress adesso con 30 partite, anche se dobbiamo ammettere, come ha fatto il rugby, che i campionati nazionali non possono resistere se le differenze nei budget sono di parecchi milioni.

5 Agli ARBITRI insensibili, come direbbero nel calcio, che hanno diretto le partite dell’ultima giornata. C’è della confusione sull’argomento contatti. Urge chiarimento prima dei playoff. Necessario anche far sapere che nei falli di confusione non si punisce il più giovane, nel caso Pajola, urlando poi alla gente in giro che bisogna proteggere il giocatore italiano.

4 Al pittore SACCO che ha rivitalizzato Bergamo perché ci fa pentire di averlo perso di vista per tanto tempo dopo le arrampicate pesaresi e varesine. Un bel ritorno in pista nella città della Dea e, purtroppo, del volley femminile in crisi.

3 A BRINDISI che ha deciso di complicarsi la vita rimettendo in gioco Capo d’Orlando anche se la squadra del Mazzon che fu del Di Carlo non è così debole come sembra da lontano, soprattutto adesso senza il tramestio di coppa, il vero errore. Di tutti.

2 A Gianmarco POZZECCO se ha intenzione di far saltare i nevi al popolo Fortitudo ricostruendo partite compromesse con un meno 19 dopo il primo quarto. Certo è nelle sue corde, gli piace l’impossibile. Come quando giocava e credeva in tutto, anche nelle cose che non andavano bene.

1 Ad AVRAMOVIC folletto della Varese di artiglio Caja se dovesse fare dei passi indietro dopo aver percorso la difficile strada che fa diventare un tiratore un vero giocatore. Ci è sempre piaciuto, anche se capiamo che spesso andava registrato.

0 A Romeo SACCHETTI e al MENETTI reggiano se soltanto per un attimo saranno sfiorati dall’idea che la stagione stia finendo troppo male. Hanno fatto il massimo con il materiale a disposizione, a Reggio, poi, ne sono capitate di tutti i colori. Per noi restano due generali a cui daremmo in mano gli ori di famiglia. Sempre.