Parole Parole Parole (cit. Mina)

Fonte: Venezia Giulia Land of Basketball, Carlo Fabbricatore

Bla bla bla, adesso basta!

La pallacanestro o basketball necessita di un radicale cambiamento. Stiamo assistendo al suicidio assistito del “nostro amato sport” e a questo punto dobbiamo assolutamente cambiare rotta.

L’Olimpia Milano ha sicuramente commesso un’ingenuità clamorosa facendo giocare Nunnally ma sono convinto che se Lega Basket fosse l’ente preposto alla gestione dei tesseramenti questo non sarebbe successo.

I tesseramenti e la giustizia sportiva di un campionato professionistico devono essere gestiti in proprio per evitare situazioni di questo genere.

La Lega deve essere una società di servizi che accompagna i club nelle pratiche burocratiche e segnala tutte le anomalie all’origine.

Con questo sistema, consultando il database non sarebbe stato possibile schierare un giocatore che deve scontare una squalifica. La FIP gestisca i dilettanti non i professionisti! La Federazione si sarebbe accorta che Nunnally non avrebbe potuto giocare se Pistoia non avesse fatto reclamo pur nei tempi e modi errati? Figuraccia collettiva.

Molte squadre sono sull’orlo del fallimento ma anche qui nessuno muove un dito!

Situazioni imbarazzanti che si potrebbero facilmente evitare: se un club vuole iscriversi al campionato deve versare il monte ingaggi alla Lega che poi sarà garante dei pagamenti ai giocatori.

Qualcuno lo reputerà un provvedimento pesante ma è l’unico sistema per evitare pantomime poco edificanti durante la stagione.

Giocatori che denunciano il mancato pagamento degli stipendi, un allenatore che “sparisce” per gli stessi motivi, una squadra che vince una partita di venti e poi ne perde una di venti, … credo che il campionato non sia propriamente regolare.

I giocatori sono dipendenti professionisti, lasciamo perdere le chiacchiere da bar sull’attaccamento alla maglia: fare lo sportivo professionista è un lavoro come un altro e deve essere retribuito. E’ passato il tempo del dilettantismo!

La giustizia sportiva e la gestione degli arbitri deve essere obbligatoriamente data a Lega Basket altrimenti si continueranno ad alimentare polemiche. Le pene devono essere certe e immediate!

Sto rivalutando gli arbitri italiani anche se spesso non mi convincono sotto l’aspetto della continuità di metro di giudizio. Sarebbe opportuno fossero gestiti dalla Lega come dipendenti giustamente retribuiti, proprio per evitare sterili polemiche. Se non sei all’altezza del tuo compito l’anno seguente non arbitri e quindi non vieni pagato.

Scordiamoci il passato! Basta con la litania che una volta si giocava meglio. I giocatori sono diventati dei super atleti e il gioco è profondamente cambiato; il pubblico vuole spettacolo ed emozioni senza curarsi della nazionalità dei componenti delle squadre.

Gli italiani di Milano giocano (parola grossa) poco in Euroleague, d’altronde tolto Cinciarini che è un ottimo metronomo chi mettereste in campo?

L’Euroleague è lo spettacolo migliore per arene, gioco, atleti e allenatori. Obradovic è sulla cresta dell’onda da tempo immemore, vi siete chiesti il motivo? Semplice, ha saputo rinnovarsi pur mantenendo i concetti basilari del suo gioco. Gli allenatori degli anni ’80/’90 che non sono stati in grado di modernizzarsi sono, purtroppo, diventati obsoleti.

Molte piazze storiche sono sparite: facciamocene una ragione! Grandissime aziende sono fallite, per quale motivo i club sportivi devono essere immuni dalle difficoltà economiche? Sarebbe opportuno limitare il numero delle squadre ma si è ben pensato di aumentarle. Non ci siamo proprio!

Per la FIP il basket femminile è in grandissima salute…. fin quando un club ( Dike Napoli) si ritira nel corso del campionato: “Ma mi faccia il piacere” ( cit. Totò).

La pallacanestro italiana sta sopravvivendo come l’Impero Romano d’Occidente alle soglie del 476 d.C. e sappiamo tutti come è andata a finire. Mala tempora currunt sed peiora parantur!

Pallacanestro: “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang!” Ancora per molto?