Pesaro, il CDA non ha partorito decisioni drastiche; Costa aspetterà ancora qualche giorno ma servono certezze

Fonte: Corriere Adriatico di Camilla Cataldo

 

Fumata grigio scura al termine dell’atteso CDA della Vuelle tenutosi ieri nella sede di via Bertozzini:

“Dopo un confronto franco e costruttivo” – recita la nota del club – “sono ulteriormente emerse le difficoltà del momento. La posizione del presidente Ario Costa, fulcro della discussione, resta sospesa, in attesa di un eventuale sostituto, o, in alternativa, di una convincente soluzione tesa a garantire una continuità quantomeno dignitosa della società. Proseguirannofino al giorno limite indicato per l’iscrizione (29 maggio) tutte le iniziative necessarie tese a garantire un futuro alla società ed evitare la mancata ammissione alla massima serie.”

Fin qui il comunicato della società, dunque in parole povere, per salvare la Vuelle servono fatti e non parole. Fatti intesi come sodi di un ricco sponsor o di un nuovo proprietario.

Ai membri del CDA il quadro si è subito presentato molto complicato e lo si sapeva. Ci si è guardati negli occhi e dichiarati le intenzioni. Costa, presidente dal 2013, non è certo di fronte a un bivio semplice.

Le modalità di iscrizione alla Serie A 2018-19 prevedono il termine del 30 maggio per inviare la documentazione necessaria ai controlli Com.Te.C. (entro il 2 luglio l’organo di controllo Fip comunicherà eventuali mancanze, ci si può sistemare entro il 10uglio) e il termine ancora da fissare (circa metà giugno) per la permanenza in Lega (iscrizione di 15mila euro e fidejussione di 250mila).

La preoccupazione di coloro che hanno a cuore il futuro e la prosecuzione della pallacanestro di alto livello a Pesaro è altissima.

Ieri per tutto il giorno sui social è stato un susseguirsi di messaggi, appelli, domande, constatazioni, un’aria di attesa infinita perché la Vuelle è quasi una “religione”. Da sempre e per sempre.

C’era curiosità, si sono provati a individuare gli scenari possibili e ci si è espressi con il cuore in mano.

Il problema grande è che da anni, dall’uscita di scena della famiglia Scavolini, nessuno si è voluto impegnare per investire in un club sano che dà visibilità a un’azienda.

Evidentemente chi ha il portafoglio pieno è vuoto di passione cestistica. Tra i tifosi c’è chi propone di presentarsi in sede per far capire cosa la Vuelle rappresenti per la città e chi spera che prevalga il buon senso e ieri alcuni hanno tenuto d’occhio la stessa sede con foto e aggiornamenti di entrate e uscite.