Petrucci: «Non capisco? Per questo c’è Boscia». Si prepara un braccio di ferro con Milano?

Gianni Petrucci

Fonte: Corriere della Sera a cura di Daniele Dellera e Roberto De Ponti

Gianni Petrucci incalzato risponde alle domande più scottanti del momento.

Basket italiano in buona salute?

«Non ho detto questo. Dico solo che ancora prima degli Europei avevo precisato che servono alcune valutazioni, perché non è possibile che l’Italia non vinca una medaglia da 13 anni».

Valutazioni

«Serve per esempio capire perché nel ranking giovanile, sia maschile sia femminile, siamo secondi, poi quando si passa senior siamo costretti a inseguire». E la risposta qual è? «Non lo so. Per questo ho chiesto l’aiuto di Boscia Tanjevic».

Decisione su Boscia

«Perché io non sono un tecnico. Tanjevic lo è. La gente dice che Petrucci non capisce di basket? Bene: di Tanjevic nessuno potrà dirlo». Ha chiamato un settantenne… «Preferisco la competenza al giovanilismo».

Cosa farà Tanjevic?

«Dovrà individuare i problemi e indicare la direzione da prendere per risolverli».

Federbasket macchina mangiasoldi…

«Macchina mangiasoldi? Non aumentiamo le tasse da 8 anni. E in ogni caso se si gioca a pallacanestro in campionati organizzati da altri enti, non ci dispiace: il fine ultimo è diffondere questo sport».

Budget

«In realtà il nostro budget è intorno ai 37 milioni».

Soldi e investimenti

«Io rispondo che non è una questione di soldi, ma di mentalità. Dovremo investire di più sulle giovanili? Lo faremo. Sulle strutture? Ci proveremo. Avete visto l’impianto di Cluj, in Romania? Noi in Italia palazzi così ce li sogniamo. Però dev’essere anche lo Stato a intervenire, a costruire: se speriamo che possano farlo i presidenti dei club, che già si svenano per fare attività…».

Defezioni…

«Mi state chiedendo dei giocatori di Milano? Se Sacchetti li convocherà, dovranno rispondere alla convocazione. E mi sorprende sulla vicenda il silenzio, ma non è automatico che le squadre più ricche vincano i campionati assordante dell’assogiocatori»

Guerra a Milano?

«Nessuna guerra, solo una puntualizzazione sulle regole».