Pietro Bocconcelli, sulle orme di papà Alessandro

 

Bocconcelli, l’esame più difficile è quello di maturità o giocare in prima squadra?: “Due campi diversi, entrambi importanti. Faccio la quinta Liceo Scientifico e avere allenamento sia con l’Under 20 che con la prima squadra mi ha costretto a studiare tutto l’anno dopo cena. Adesso sono concentrato solo sulla scuola, è meno complicato, ma non ho timori per l’esame; ho sempre avuto la media dell’otto, poi i professori sanno che gioco e mi danno una mano, specie la prof, di inglese, madre di un allenatore e sa quanto è dura conciliare scuola e sport.”

Classe ’98, figlio d’arte (il padre Alessandro, arrivato sino all’A2, oggi è medico), li ascolta i consigli di papà?: “Certo, anche perché come giocatore mi assomigliava: atletico e veloce, anche se più basso. I consigli, comunque, sono gli stessi dei miei allenatori: se vuoi diventare qualcuno rimani a tirare mezzora dopo l’allenamento.”

E questo tiro è migliorato?: “Sì, sto trovando sempre più confidenza col tiro da fuori. Il mio punto forte è la penetrazione con la mano destra, mi piace il gioco veloce, verticale, sfruttando il mio atletismo, visto che salto parecchio. E la difesa: ci tengo a far bene sui due lati del campo.”

In cosa vuoi migliorare?: “Sto lavorando sul palleggio perché il tentativo sarebbe quello di farmi giocare anche play, oltre che guardia.”

Un modello di giocatore italiano che ammiri?: “Stefano Tonut, per il suo fisico e la sua leadership in una squadra importante come Venezia. Sarà il futuro della Nazionale.”

E nella Nba?: “Kawhi Leonard dei San Antonio Spurs, con quelle braccia smisurate fa quel che vuole.”

Cioppi, intervistato sul vivaio, sostiene che lo step più difficile a fine percorso giovanile è saltare dentro il mondo dei senior: che farà ‘Bocco’?: “E’ quello a cui dovrei pensare quest’estate, perché forse stare un altro anno a sedere in serie A non sarebbe il massimo, ma d’altronde ho ancora un anno di Under 20, quindi decideremo insieme. Magari, avendo finito la scuola, potrei fare il doppio tesseramento in serie C come hanno fatto altri ragazzi in questa stagione.”

Leka dice che 10′ in A2 Bocconcelli potrebbe già reggerli…: “Mi fa piacere che Spiro dica così; se ci fosse l’opportunità anche di andare in B non mi tirerei indietro.”

Quanto è diverso giocare con i coetanei e con la serie A?: “L’Under 20 ha fatto la sorpresa, nessuno s’aspettava che arrivassimo fra le prime quattro, eravamo super compatti, è stato fantastico. Con gli stranieri è diverso, c’è più distacco, anche se alla fine con Nnoko che era il più giovane avevo legato e anche con Fields, un bravo ragazzo.”

I Bees Pesaro ci tengono a dire che sei cresciuto da loro. Vero?: “Vero. Il mio primo istruttore, a 5 anni, è stato Graziano Saltini. Infatti tutti i loro bambini mi salutano per strada, è una cosa bella.”