Preoccupazioni…nazionali di Raffaele Baldini

Sacchetti furioso...

Sono preoccupato per la vittoria risicata contro la Romania? No. Sono preoccupato per gli alti e bassi della prima partita? No. Sono preoccupato per il poco talento sulle tavole parchettate? No.

Quindi? Sono sostanzialmente preoccupato per quella lapidaria frase di coach Sacchetti a fine gara: “devo capire se la mia squadra pensa di essere più forte di quella che è realmente.” Ma come… veniamo dalla più profonda crisi del basket italiano, da una serie infinita di insuccessi, la stampa che sbatte in faccia l’etichetta di “scarti” ai rappresentanti della nostra pallacanestro orfani dei presunti fenomeni della NBA e dell’Eurolega e palesiamo presunzione alla prima uscita del nuovo corso?

Se così fosse il problema è veramente serio. Molto serio. Ci si poteva aspettare di tutto, da un andamento sinusoidale figlio della chimica tutta da registrare alla confusione per voglia di strafare, passando per gerarchie da  perfezionare in corso d’opera. Invece la squadra si permette di giocare con sufficienza, senza gettare sul parquet la rabbia di chi deve demolire a spallate (non a colpi di fioretto) i pregiudizi di un paese intero. Altro che “due schiaffoni” per citare coach Sacchetti, qua sembra che con il decadere del movimento cestistico si sia svuotata l’anima.

Troppo duro? Può essere, ma chi ha giocato a basket sa perfettamente che tutto si può allenare fuorchè la voglia, il “sacro fuoco”, l’orgoglio che dovrebbero albergare in ognuno di noi. In questo gruppo rinnovato manca anche il leader carismatico disposto a dare i famosi “due schiaffoni” ai compagni se necessario, manca il Dino Meneghin, il Rino Gattuso, il Lorenzo Bernardi della situazione.

Ho già detto in altre sedi che questa Nazionale non è importante che vinca o perda (oddio, magari se si porta a casa il referto rosa si lavora meglio), bensì deve dare un indirizzo a tutte le nuove generazioni che dovranno rappresentare il paese; una prestazione annacquata come quella di ieri rappresenta il più inutile ponte verso un futuro credibile.

Adesso la Croazia, che in caso positivo o negativo non farà giurisprudenza; l’occasione propizia non per stilare una serie di luoghi comuni come “loro saranno arrabbiati”, “sono sempre una grande nazionale”, “giocano in casa”, bensì per imporre una personalità su chi è stato battuto dall’Olanda (!).

Noi tutti crediamo alla rinascita, ma voi non smontate questo pensiero.

Direttore Raffaele Baldini