Punter rende dolcissima la prima notte in Europa della Virtus Bologna

Fonte: La Repubblica di Bologna di Walter Fuochi

 

Kevin Punter non fa differenze: Italia ed Europa pari son. Vince pure questa, in buona compagnia, dopo quella di Trieste.

E vince stavolta, la Virtus tutta, una partita irta di insidie: che pareva, detta com’è, strapersa per almeno tre quarti della sua storia.

E invece la Vu senza muscoli né mira dei primi 30′ minuti sboccia in un quarto finale da brividi caldi e completa l’opera in un supplementare di dominio: muscoli e tattica, fisico e testa finalmente sposi.

Punter è il profeta con 27 punti in 37′ (9/17 al tiro), ma non ci sarebbe stato l’overtime e il dolcissimo trionfo della notte del ritorno in Europa senza la stoppata di Kravic alla sirena su Williams (e le sue 4 orbe globali), né senza i tiri di Cournooh (4/5 con 3 triple su 3), a un certo punto degna controfigura del socio americano, né senza l’energia di Martin e M’Baye (9 rimbalzi a testa), che hanno pareggiato alla fine quella dei baltici, capaci di intimidire una Vu pallida, tirata, all’esordio.

Subito per lunghi tratti l’indigeribile Grant, che pareva ancora dominare in A2 a Ravenna (8/12 più 12 rimbalzi), la Virtus ha domato una gara spigolosa, quando le si è rassodata la difesa, inizialmente flaccida.

Ha pure vinto a rimbalzo (45 a 40), ruggendo a dovere, in una notte onorata da tutti con l’impegno, meno con la resa: Taylor (2/4) è stato limitato dai falli a 16′ minuti senza luce, Aradori è stato solo sballottato (0/6).

La Virtus è costretta per tutto il primo tempo a cercarsi e a non trovarsi, scoprendo subito che la ruvida fisicità della coppa, corredata dal più tipico arbitraggio “europeo”, le fa pagare dazi pesanti.

Va subito sotto, in ripetuti -11, e se in difesa è tenera in attacco è cieca, quasi peggio davanti che dietro. Il primo quarto è da incubo (4/15 al tiro), il secondo un pelino meglio (5/11), aiutandosi con la zona a impattare almeno i rimbalzi.

Ma gli appoggi al ferro sono tutti pressati e sbagliati, Aradori viene legalmente brutalizzato come accosta l’area e anche Punter la vede solo un po’.

Sacripanti le prova tutte, anche quattro piccoli più Baldi Rossi, ma spreme aria e, al riposo, uno stitico 24-33, condito pure dai liberi strabici dei lituani (che, altra rarità, tirano poco e male da tre).

La ripresa squaderna subito mesti presagi, con la discesa a -15, però appare Punter: assalta, più che tirare, lucra falli, innesca Qvale. Con la zona e più brio offensivo, la Vu tocca un -4 che pareva un miraggio (41-45), ma le dura niente: nuovi ripetuti errori la gelano (41-54).

L’ultimo quarto vede subito uscire Taylor per falli, ma è Cournooh, con 5 punti a fila innescati dall’energia di Martin, a riaprirla. Preso da Kravic a 4′ minuti il pari, il sorpasso è del moro di Verona, che poi raddoppia la bomba e scrive 66-62.

Il +6 è di Kravic a 2’26”, ma lì la Virtus sbanda ancora, colpevolmente, e rischia la beffa. Una persa sanguinosa di Martin, con antisportivo, costa 4 punti e la parità a 69-69.

Nessuno segna più, Punter sbaglia il matchball a 10″, a Williams lo inchioda Kravic alla sirena. Overtime. Sblocca M’Baye (76-72), Punter, coi 7 punti finali, porta il conto.