Qual è il metro giudizio dei provvedimenti disciplinari? Due casi difficilmente spiegabili

Parlare di gesta al di fuori della sportività che portano a squalifiche è sempre delicato. Nelle ultime giornate, però, si è assistito a due episodi particolari, che sono stati puniti in maniera forse contraria a ciò che ci si attendeva.

Il tesserato Emiliano Paparella, della Zanella Basket Cefalù, è stato squalificato per una sola giornata per aver “colpito l’avversario con una testata, che non provocava danno alcuno”. L’atleta Leone Gioria invece, tesserato presso l’Allmag Moncalieri, è stato squalificato per due giornate “per comportamento offensivo e intimidatorio nei confronti dell’avversario Marusic Andrea, a fine gara, nonchè violento a livello di tentativo, che veniva in 2/3 occasioni prontamente fermato grazie all’intervento dei compagni di squadra e che non sfociava in situazione di rissa anche grazie alla condotta non reattiva dello stesso atleta avversario”.

Certo, entrambi i comportamenti dovevano essere puniti con la squalifica, ma ora ci chiediamo: è giusto che un episodio di effettiva violenza venga sanzionato in maniera più pesante rispetto ad un’intimidazione, tra l’altro bloccata dai compagni di squadra?

Gli esempi che vi abbiamo riportato non vogliono certo andare a colpire i due giocatori nè tantomeno le società coinvolte. La richiesta è solo una maggiore chiarezza in questo delicato campo delle sanzioni disciplinari.