Repesa: “L’insuccesso della Fortitudo non è stata colpa del Poz, Mancinelli deve diventare un leader”

Jasmin Repesa

Fonte: bolognabasket.org

L’ex CT Fortitudo Jasmin Repesa è stato sentito da Damiano Montanari di Stadio. Un estratto dell’intervista.

“Mi dispiace che l’avventura di Pozzecco sia finita così, onestamente non lo meritava e non è stata colpa sua. Ha preso la squadra negli ultimi due mesi. Mi rattrista vedere bruciare tecnici giovani e con potenzialità come Pozzecco dopo averli valutati in un periodo così breve. Antimo? Lo conosco bene, ottimo ragazzo che sta diventando un ottimo allenatore. Gli servirà un po’ di esperienza.
Il roster F? Sicuramente Mancinelli, Rosselli e Cinciarini dovranno assumersi responsabilità maggiori, dovranno essere pronti atleticamente e fisicamente. Se l’Aquila non è salita di categoria nella scorsa stagione, credo che questi tre giocatori abbiano una colpa maggiore rispetto a Pozzecco, perché avendo qualità e la giusta esperienza avrebbero dovuto presentarsi ai playoff in una forma migliore. Comunque la squadra è buona, Fantinelli ha un fisico che varrebbe la categoria superiore, Hasbrouck è un realizzatore, serviva un americano più consistente di Legion, che aveva talento ma era troppo discontinuo.
Mancinelli? In carriera ha guadagnato molto, riuscendo ad avere contratti importanti e facendo investimenti azzeccati fuori dal campo. Ora bisogna dirgli chiaramente che non è in Fortitudo per prendere un contratto importante, ma per cercare di riportarla in serie A assieme ad un popolo che non esiste in nessuna altra parte del mondo. Bisogna chiedergli se sia pronto ad allenarsi ogni giorno alla perfezione, perché se non lo fa non torna in difesa, e ho visto molte gare in cui dopo un errore non lo ha fatto. Bisogna chiedere a Mancio se sia pronto ad essere il leader della Fortitudo: se non si è chiari, per paura di offenderlo, prima o poi si manifesterà un problema.
Il palasport nuovo? Più che altro c’è bisogno di un progetto. Una volta Basile era una bandiera della Fortitudo così come Danilovic lo era per la Virtus, oggi è molto raro che un giocatore straniero rimanga due anni di fila nella stessa squadra. Ragionando così, cambiando continuamente, si combinano soltanto disastri.”