Santa Claus… di Carlo Fabbricatore

Santa Claus sotto l’albero di Natale vorrei trovare … 

Caro Babbo Natale dato che quest’anno mi sono comportato abbastanza bene mi piacerebbe trovare  sotto l’albero i seguenti regali:

1)       … dei dirigenti giovani  che possibilmente abbiano giocato a buon livello e soprattutto che siano dei visionari. Da troppo tempo la pallacanestro non è propositiva e innovativa. I club ad eccezione di Milano, Venezia, Bologna, Trento e Trieste sono ancorati a vecchie dinamiche che ormai non possono più esistere.

2)       …facce nuove in Federazione dato che da troppi anni si segue la stessa linea politica ed è ora di cambiare. Ringiovanire deve essere il karma! I dirigenti sono pro tempore, non a vita. Se non si cambiano i vertici l’impostazione resta sempre la stessa e visti i risultati … forse sarebbe meglio aprire al nuovo.

3)       … una o magari due nuove franchigie italiane in Euroleague, che è la casa naturale di club come Virtus Bologna per storia  o Roma in quanto capitale: la nostra pallacanestro ne ha bisogno.

4)       … impianti degni del nuovo millennio. La maggiore parte delle squadre italiane gioca in impianti obsoleti e questo è un grande freno allo sviluppo del movimento. Prendiamo esempio dagli altri paesi europei che negli ultimi anni hanno investito in impiantistica e tecnologia abbinata.

5)       … la correttezza amministrativa di tutti i club: purtroppo con il passato non si fanno i bilanci e tantomeno si pagano giocatori e fornitori. Prendiamo esempio dalle altre leghe europee che senza indugi escludono i club morosi. Il doping amministrativo altera i risultati sportivi.

6)       … un’interazione vera tra scuola e sport: sono un binomio indissolubile in quanto entrambi portatori di valori positivi. E’ molto meglio che i ragazzi frequentino palestre e campi sportivi piuttosto che  pub o affini. Mens sana in corpore sano!

7)       … istruttori capaci per i settori giovanili che devono essere ristrutturati. Il problema, in un mondo globale, non sono gli stranieri ma i molti allenatori impreparati a gestire i ragazzi. Il corretto coinvolgimento delle famiglie che a livello giovanile sono importantissime. Pessimo esempio i genitori che non riconoscono i limiti dei propri figli.

8)       … un ridimensionamento del numero delle squadre partecipanti ai campionati. Troppe realtà non sono assolutamente in grado di reggere il peso economico delle serie a cui partecipano. Meno squadre più qualità!

9)       … una corretta interpretazione del passato: con rispetto si deve guardare al futuro. Il modo di giocare è radicalmente cambiato dato che i giocatori sono super atleti con velocità e forza inimmaginabili fino a pochi anni fa. Guardiamo avanti!

10)   … un gioco meno omologato: in attacco meno pick and roll centrali e più movimenti dal lato debole. Le squadre dei maestri Obradovic, Laso, Itoudis, Jasikevicius e Blatt usano molto il lato debole e i blocchi verticali al contrario di tutti gli altri. In difesa tutti dovrebbero prendere spunto dal gioco collettivo del Fener che fa della duttilità dei giocatori il suo punto di forza.

11)   … una vittoria in Eurolega a Giorgio Armani per premiarlo degli investimenti sostenuti.

12)   … l’ironia che manca agli addetti ai lavori.

13)   …  mi fermo anche se avrei molte altre richieste da farti.

 

Una chiosa finale per gli amici Massimo Angeletti e Piero Ravanello che sono riusciti a organizzare l’evento straordinario “60 anni … e non sentirli”. Sono stati capaci, con l’ironia tipicamente veneziana, di riunire giocatori e giocatrici professionisti e non, allenatori, arbitri, simpatizzanti e soprattutto amanti del basket in una rimpatriata dove l’amore per il gioco e l’amicizia sono il fulcro di questa meravigliosa iniziativa. La prerogativa è essere sessantenni (più o meno) e veneziani (il sottoscritto è un infiltrato). Avversari ma amici per sempre!

All we need is Basketball.

 

Cari amici Buon Natale con l’augurio  di passarlo in serenità.

 

Carlo Fabbricatore