Si consolida la “brownizzazione” della Fiat Torino

Larry Brown Foto Ciamillo-Castoria

Fonte: Corriere Torino

«Pensavamo di aver cominciato bene, in seguito le cose sono peggiorate e ora abbiamo bisogno di una svolta». Brown si rivolge agli atleti premiati: quasi tutti giovanissimi e capaci di grandi imprese. Li guarda con un sorriso forzato e dice: «Verrò a vedervi in azione, dovrò ispirarmi a voi per ricominciare a vincere». Lui del resto è «the leaming teacher», il maestro che impara, come da significativo titolo del documentario realizzato da EuroLega. Ha scelto l’Italia per questo, per imparare e condividere la sua grande conoscenza del basket americano. E un po’ di cose nostrane deve averle imparate dopo questi travagliati mesi di soggiorno torinese, culminato non più tardi di una settimana fa in un esonero virtuale, discusso e valutato prima che azzerato. 0 magari sono cose che sapeva già. L’umiltà del saggio Brown va di pari passo con una solida, spietata coerenza. E così, sempre fedele a se stesso, il coach americano guida la ripresa degli allenamenti della Fiat Torino all’insegna delle regole basilari che dal primo giorno ha ripetuto alla squadra: difesa e palla condivisa. I concetti lineari rischiano di essere scambiati per semplicistici. Succede quando dal campo non arrivano i risultati. Proprio per questo Brown, è finito sul banco degli imputati nei giorni in cui volava e rientrava dall’America. Perché alla sua dogmatica insistenza sui concetti proverbiali («gioca con forza, gioca con altruismo e divertiti») è stata contrapposta la scarsa attitudine che Brown avrebbe evidenziato nello studio degli avversari, prima ancora che della propria tattica. L’Hall of Famer ha una sola risposta: difendere insieme, attaccare insieme. Puntando però sul lavoro dei singoli, assegnando cioè compiti individuali che poi come tasselli di un puzzle, diventano collettivi nelle dinamiche di gioco della squadra. Una scelta fin qui anche forzata dai tanti infortuni. Ma con il ritorno di McAdoo e gli arrivi dei nuovi Moore e Hobson, tutto torna ad avere un senso. E allora via alla rivoluzione coerente, che poi significa andare avanti per la strada intrapresa: la «brownizzazione» della Fiat Torino. Qualcuno dice che i video delle squadre avversarie andrebbero studiati con maggiore attenzione? Brown li bandisce e punta al lavoro in palestra. E coach ha imposto alla squadra doppie sedute di allenamento, con lavoro individuale al mattino e l’attività più intensa e di gruppo nel pomeriggio. Avanti in questo modo al PalaVela fino a venerdì, vigilia della partita di campionato contro Trento, quando ci sarà un solo allenamento. Ma intanto la squadra avrà trascorso una full immersion come mai prima. Senza chi lesina impegno (Rudd e Taylor attendono l’ufficialità del taglio) e con i soliti punti di riferimento in Poeta, Cusin e Delfino affiancati dai nuovi Moore, Hobson, Portannese e Jaiteh, più i pupilli McAdoo e Carr. In attesa del recupero di Cotton e soprattutto, del risveglio di Wilson, deve essere questa la strada del rilancio per centrare gli obiettivi (Final Eight e playoff) che – l’ad Massimo Feira lo ha ribadito ieri – restano validi.