NBA

Manu Ginobili non si ritira, un altro anno a San Antonio

Manu Ginobili non si ritira dal basket giocato: dopo alcune settimane di riflessione, il quarantenne playmaker argentino ha deciso di continuare a giocare in NBA per un’altra stagione e, secondo quanto rivelato dall’emittente americana Espn, starebbe discutendogli ultimi dettagli del prolungamento del suo contratto con i San Antonio Spurs. Si tratterebbe del sedicesimo anno consecutivo con la franchigia texana, il suo 22 anno da giocatore professionista. Leggenda immortale.

 

 

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Nazionali

L’INTERVISTA ETTORE MESSINA

Bellissima, suggestiva e ricca di spunti, l’intervista ad Ettore Messina, l’attuale coach della Nazionale Italiana. Alla vigilia del ritiro in Sardegna e degli Europei di fine Agosto, Messina si gode qualche giorno di riposo dopo la lunghissima stagione con i San Antonio Spurs, prima di rifuttarsi nel mondo europeo con gli azzurri. In questa intervista ha voluto parlare di futuro, di presente e di eticità, tre parole fondamentali nella carriera di un allenatore.

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NBA

NBA: situazione playoff

I playoff NBA hanno già emesso alcuni verdetti: Cleveland (East) e Golden State Warriors (Ovest) sono le prime due semifinaliste, grazie ai netti successi su Indiana e Portland. Lebron e compagni, dopo aver disputato sotto tono e sotto ritmo le ultime partite di regular season, hanno demolito in 4 partite gli Indiana Pacers; troppo divario tecnico tra le due squadre, nonostante un Paul George in grandissima forma. I Cavs sono riusciti a chiudere la serie in anticipo, così potranno riposarsi in vista della semifinale che giocheranno o contro Toronto o contro Milwaukee (serie sul 3-2 per i Raptors, ma con la prossima partita da giocare sul campo dei Bucks). Tutto è ancora in bilico invece nelle altre due sfide ad East: Chicago ha buttato via un vantaggio di 2 partite, perdendo gara 3 e gara 4 in casa, contro Boston, che all’inizio della serie sembrava una lontana parente della squadra che ha impressionato tutti e si è conquistata il primo posto ad East. Prossima partita in casa dei Celtics. L’altra sfida, quella tra Washington e Atlanta, è molto ma molto combattuta. Dopo qualche scaramuccia in Gara 3, questa notte gli Hawks hanno dato una sonora lezione a Wall e compagni, un pò tropo rilassati dopo il 2-0 iniziale.

Ad Ovest, come detto prima, i Warriors hanno chiuso la pratica Portland in 4 partite, pur giocando senza Durant per quasi tutta la serie: Curry ha però preso in mano le sorti della squadra, giocando gara 3 e gara 4 in maniera sontuosa. Onora a Portland, che con Lillard e Mccollum, avrà sicuramente un futuro roseo e ricco di successi. Golden State, adesso, deve aspettare la vincente tra Clippers e Utah: serie sul 2-2, ma con bruttissime notizie in casa Los Angeles; Griffin è fuori per un infortunio e molto difficilmente lo rivedremo in campo. Ottime notizie per Utah invece, che dopo aver vinto gara 4 in casa, può gioire per il ritorno in campo di Gobert, centro francese fondamentale nel gioco dei Jazz. L’altra semifinale sarà tra la vincente di Spurs e Memphis e tra la vincente di Houston e OKC. I Rockets sono avanti 3-1 nella serie contro i Thunder, dimostrando ancora una volta il magnifico lavoro fatto questa stagione da Mike D’Antoni; gara 5 si giocherà in Texax e Harden e compagni hann già la possibilità di chiudere la serie. San Antonio, invece, ha buttato via un vantaggio di due partite contro Memphis ( I Grizzlies hanno vinto le due partite in casa) e sono costretti a vincere gara 5 e gara 6 per non rendere una stagione fallimentare. Ancora tutto da decidere in questi playoff, anche se anche quest’anno, per adesso, le squadre più in forma e da battere siano i Cavs e i Warriors.. C’è da aspettarsi un’altra finale tra Lebron e Steph?

 

 

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NBA

NBA: i risultati della notte

Questa notte in NBA sono state giocate 8 partite, alcune delle quali fondamentali per la corsa ai playoff, in una stagione regolare che sta volgendo al termine visto che mancano più o meno 15 giornate alla fine del campionato.

 

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NBA

George Gervin, The Iceman

Peccato per la reputazione di non-vincente – dire perdente sarebbe troppo – perchè George Gervin è stato uno dei giocatori più forti degli anni ’70; era essenzialmente una guardia offensiva, dotato di un tiro da tre formidabile e bravissimo nell’uno contro uno concludendo spesso con appoggi al tabellone che grazie ad un particolare “effetto” impresso con la punta delle dita ( il suo marchio di fabbrica, “finger rool” ) riusciva ad eludere le stoppate. “Avrei sempre voluto dire, “Kareem (Kareem Abdul-Jabbar), vai a prendere il mio finger rool se ci riesci!”; mi avrebbe risposto, ” Lo sai che non possa farcela a stopparlo!”. George Gervin Le eccellenti doti offensive riuscivano molto spesso a nascondere le sue grosse lacune nella metà campo difensiva; era superficiale in difesa, ma non per mancanza di talento, bensì per mancanza di voglia. Le capacità le aveva, come dimostrano le oltre 1000 stoppate in carriera. Non è mai stato un vero e proprio trascinatore in campo, tanto che non riuscì a portare una sua squadra alle finali NBA o ABA; in compenso ha guidato per 4 anni consecutivi la classifica marcatori NBA, dal 1978 alll ’82; se vi sembra poco….

 

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NBA

Gregg Popovich mai banale!

Puoi amarlo, puoi odiarlo, ma Gregg Popovich è sicuramente la persona più sincera e diretta nel panorama NBA; dice sempre ciò che pensa, le sue risposte possono piacere o meno ma l’allenatore dei San Antonio […]