The Flexx, fumata nera per il presidente. Caso, Carrara e Peluffo: “No grazie”

Fonte: Il Tirreno di Elisa Pacini

 

Auspicata dall’intera piazza, l’attesa fumata bianca sul nuovo presidente del Pistoia Basket ancora non si vede.

Lo stallo scalda il totopresidente dove le quotazioni maggiori rimangono quelle dell’amministratore delegato Massimo Capecchi, insieme ad altre figure societarie indubbiamente “papabili” per ruolo e storia.

A precisa domanda sulla corsa alla presidenza, Antonio Caso (vicepresidente), Maurizio Carrara (sponsor storico) e Alberto Peluffo (consorzio Pistoia Basket City) rispondono con un cortese “No, grazie”.

Evidenziando nei loro identikit per il nuovo presidente biancorosso, alcune sfumature diverse in un dibattito comprensibilmente plurale all’interno del consiglio d’amministrazione biancorosso.

“Io presidente? Lo escludo”, dice Maurizio Carrara raggiunto per telefono a Roma dal Tirreno, a pochi minuti dal conferimento dell’incarico di primo ministro a Conte che l’imprenditore pistoiese, segue da vicino come neo deputato di Forza Italia.

“Non sarebbe compatibile con i miei impegni e i miei nuovi incarichi” – continua, legato con i marchi di famiglia a doppio filo alla storia del basket pistoiese – “Un presidente di una società di A1 deve dedicare tempo a questo impegno. Io non so se manterrò la carica di socio, pur rimanendo sponsor.”

Anche dagli scranni di Montecitorio, l’attenzione per i canestri rimane alta:

“Penso che il nuovo presidente verrà fuori dal consiglio che da anni lavora per questa società. Mi auguro che sia una figura giovane in grado di dare nuova linfa in un momento in cui il grafico dell’entusiasmo non è crescente… a breve avremo delle risposte, che vadano in continuità con il percorso di questi anni.”

Su una cosa tutti concordano: sostituire Roberto Maltinti non è facile. Per questo un altro degli sponsor principali come Antonio Caso, vicepresidente insieme a Ivo Lucchesi, non nasconde la speranza per un ripensamento del numero uno dimissionario.

“Io escludo di diventare presidente” – dice – “e spero che la decisione di Maltinti non sia irrevocabile nonostante sia convinto che serva una riorganizzazione generale della società. In Maltinti la città si riconosce, è una figura equilibrata pur nella sua passionalità.”

La nomina del nuovo presidente sembra la prima di una lunga serie di scelte in un’estate delicata.

“Sinceramente penso che sia la più delicata” – chiude Caso – “per il resto la situazione è quella di ogni fine stagione. Quello che ci serve? Chiarezza, senza farsi prendere da frenesia ed isterismi.”

La presidenza vacante potrebbe aprire scenari di crescita all’interno del club per il Consorzio Pistoia Basket City.

“Io come rappresentante del consorzio sto partecipando fattivamente alla discussione” – dice Alberto Peluffo – “ma escludo ogni possibità di essere il nuovo presidente. Per il bene del Pistoia Basket serve un imprenditore capace di attirare nuove figure e allargare la base su cui si posa la società.”

In questa fase di riorganizzazione generale, quale sarà il ruolo del consorzio?: “È un elemento; il consorzio è socio di maggioranza relativa col 30% del capitale sociale, cresce in termini di numeri (ad oggi sono 90 le aziende consorziate) e di entusiasmo, disponendo risorse da usare in sintonia con il resto della società.”

Dare continuità, senza aver paura di aprirsi. Questa la posizione di Peluffo che sintetizza questo momento con uno slogan “no cambiamento, sì miglioramento”:

“Tutto deve partire dal dare continuità ai risultati positivi di questi anni ma in una logica di crescita, il presidente potrebbe essere una figura che viene anche dall’esterno. Forse non subito ma dobbiamo andare verso la direzione di allargare la base, aprirsi in questo momento delicato e con un contesto ambiato.”