Tonut e De Raffaele alla vigilia di Venezia – Trento

Fonte: La Nuova di Michele Contessa

 

Ultimo turno prima della Final Eight della Coppa Italia con la Reyer che punta a rafforzare il secondo posto alle spalle dell’Olimpia Milano, adesso a 4 punti di distanza dopo che la Corte di Giustizia ha respinto il ricorso in merito allo 20 – 0 di Pistoia.

Arriva la Buscaglia-band al Taliercio, e non sarà una sfida come le altre, visto che negli ultimi tre anni e mezzo le due squadre si sono affrontare 16 volte (bilancio 10-6), si sono giocate uno scudetto (2017, 4-2 per la Reyer) e l’accesso a una finale tricolore (2018), 3-1 per Trento).

Reyer senza Marco Giuri (distorsione alla caviglia) con Vidmar favorito su Washington, anche per contenere meglio l’esuberanza sotto canestro di Dustin Hogue.

Julyan Stone è a due assist da quota 300, secondo nella storia della Reyer alle spalle di Marquez Haynes (333).

“Sarà una partita intensa, energica” – ha spiegato Stefano Tonut – “noi dobbiamo semplicemente ripetere quanto stiamo facendo negli ultimi tempi: continuare il nostro lavoro e il nostro processo di crescita come squadra, cercare di limitare anche i nostri tempi bui all’interno di una partita. L’impatto sarà molto importante, il primo e il terzo quarto devono dare un segnale preciso, soprattutto perché giochiamo in casa. Noi dobbiamo pensare alla nostra pallacanestro sapendo chi affrontiamo. Trento è una squadra che porta molta energia in campo, lavora duro a rimbalzo, dovremo correre anche molto bene in contropiede.”

“Per noi sarà molto importante avere l’apporto di tutto il Taliercio” – ha aggiunto coach Walter De Raffaele – “avere il sostegno, oltre che della curva che storicamente è quella più chiassosa con continuità, anche di tutto il pubblico presente. Come è giusto, noi dobbiamo trascinare i tifosi, è fondamentale però avere la spinta di tutto il palasport, insieme alla parte trascinante della curva e del settore dietro alla nostra panchina. È un auspicio, ma anche una certezza, vista l’importanza e la particolarità di una partita che, se non è diventata una classica, ha un sapore particolare”.