TOP100 BN 2019: n.5 Egidio Bianchi

Egidio Bianchi

n.5 Egidio Bianchi (Presidente Lega Basket Serie A) 

Ha gestito bene l’addio anticipato con il direttore generale Federico Zurleni, liquidato con una ingente buonuscita che ha fatto storcere il naso a molti club, soprattutto tra i più piccoli, ma necessaria per evitare ulteriore instabilità all’interno dell’organismo dei club. Sancita questa uscita, ha riottenuto la fiducia dei club iniziando un altro mandato che ha  scadenza nella estate del 2020 e si è messo alle spalle una annata turbolenta che lo aveva visto sedere sulla bollente poltrona di Lega in sostituzione di Fernando Marino. Bianchi aveva cercato di gestire con la consueta diplomazia il rapporto con Zurleni prima di dover prendere atto che l’uomo su cui aveva puntato, dopo pochi mesi, era di fatto bruciato agli occhi delle società, in primis Milano, “king-maker” in Lega e grande sostenitrice di Bianchi. Il nuovo mandato gli ha permesso di lavorare con maggiore fiducia, serenità ed autonomia (come evidenzia la chiamata di Marco Aloi al settore commerciale nonostante il parere negativo di molti club, anche influenti) ottenendo subito un grande successo mediatico con la organizzazione prima della Final Eight a Firenze (riconfermata anche nel 2019) e con il varo della Next Gen Cup, torneo riservato alle formazioni Under 18 e che vedrà il suo epilogo proprio a Firenze nel prossimo febbraio. Meno brillante dal punto di vista politico visto che alla fine è stata la Fip di Petrucci ad imporsi nel lungo braccio di ferro sulla eleggibilità. Bianchi aveva iniziato il suo primo mandato nel migliore dei modi mettendo a segno un colpo importante, facendosi restituire dalla Fip le deleghe per la organizzazione del massimo campionato dopo che Petrucci aveva in pratica esautorato la Lega a causa della sua posizione nella battaglia tra Fiba e Eurolega. Poi aveva ottenuto dalla Fip la libertà per i suoi club di potersi iscrivere alle competizioni europee compreso l’Eurocup, usando tutte le sue capacità diplomatiche. E’ stato candidato alla presidenza dell’Uleb (la associazione delle leghe europee di basket) ma ha dovuto cedere al suo antagonista, l’ex giocatore Tomas Van Den Spiegel. Prima di diventare presidente della Lega, ne era stato consulente, guadagnandosi la fiducia dei club per il lavoro svolto nel ruolo di liquidatore della Mens Sana Basket Siena, travolta dallo scandalo che ha coinvolto Ferdinando Minucci e altri esponenti del club senese. Intuizione di fine anno con la brillante risposta delle partite a Natale con oltre 18 mila spettatori nei palazzetti teatri degli incontri ma la spinosa situazione di Cantù a preoccupare.