Trento deve vincere contro Brindisi e sperare per le Final Eight di Coppa Italia

Fonte: Trentino di Stefano Povoli

 

Tutto in 40 minuti per tentare l’assalto alla Final Eight di Coppa Italia.

La Dolomiti Energia Trentino assapora il gusto dell’ennesima impresa e, dopo un inizio di stagione disastroso, va alla caccia del pass per il gran ballo di febbraio a Firenze, dove ci sarà in palio il primo trofeo della stagione.

Allo stato attuale delle cose sono cinque le squadre sicure della partecipazione (Milano, Avellino, Venezia, Varese e Cremona), tutto il resto si decide nella serata di domenica.

I ragazzi di Buscaglia per esser certi della qualificazione devono vincere e sperare che Bologna, Sassari o Trieste (in quest’ultimo caso servirà però sopravanzare Brindisi di almeno 16 punti) non riescano ad ottenere il bottino pieno.

Un’impresa ardua visto che l’Happy Casa ha aggiunto da poco al proprio roster Devondrick Walker, in uscita da Trieste.

“L’importanza della partita va al di là della qualificazione in Coppa Italia” – ammonisce Lele Molin, assistant coach della Dolomiti Energia Trentino – “è un appuntamento che per noi sarebbe fantastico poter affrontare, ma non ci dobbiamo dimenticare che un mese fa eravamo ultimi da soli in classifica, quindi poter arrivare al giro di boa con sette vittorie è la nostra priorità, sarebbe davvero importante”.

Un incontro al cospetto di un avversario ostico e per certi lati tutto da scoprire:

“L’innesto di Walker cambia un po’ la conformazione dei nostri avversari” – continua il coach aquilotto – “la certezza è che l’organico dell’Happy Casa sia composto da giocatori di esperienza, con stranieri di lunga militanza nel nostro campionato che possono fare la differenza in ogni momento della partita.”

A far eco a Molin ci pensa Beto Gomes, uomo ovunque dei bianconeri in questa prima parte del campionato e leader silenzioso di una squadra in netta ripresa:

“Domenica vogliamo vincere, a maggior ragione di fronte al nostro pubblico: so che la qualificazione alla Coppa Italia non dipende solo da noi, ma quello che possiamo e dobbiamo fare è chiudere bene la settimana di allenamento e poi dare il massimo in campo. Credo che questa squadra abbia grande potenziale: dobbiamo solo trovare la migliore versione possibile di noi stessi, partendo dalla nostra difesa e condividendo la palla in attacco. Io leader? Provo ad esserlo con l’esempio: non sono un giocatore che cerca lo spettacolo, che vuole riempire il tabellino delle statistiche o tornare a casa con il premio di mvp, voglio la vittoria della mia squadra e desidero fare il massimo per raggiungere quell’obiettivo giorno dopo giorno.”

Chi sta mancando a livello di prestazioni – ormai da diverse partite – è Diego Flaccadori che dopo la pausa Nazionali è caduto in un vortice oscuro dal quale fatica a trovare la via d’uscita:

“Diego sta giocando male, è inutile girarci attorno” – conclude Lele Molin – “il suo potenziale non si discute ma ora deve aiutarsi anche lui e trovare la propria dimensione precisa. E un ragazzo giovane e sta ancora cercando la maturità necessaria per affermarsi ad altissimi livelli, passaggi che un po’ per il personaggio Flaccadori e un po’ per la sua età non sono ancora compiuti. Per noi è un pezzo pregiato, sta a lui guadagnarsi lo spazio che merita.”