Venezia Giulia: “Land of Basketball” di Carlo Fabbricatore

Zorzi-Boniciolli Foto Ciamillo-Castoria

La Venezia Giulia è l’Indiana del basket d’Italia. In questi pochi chilometri quadrati sono nati decine di giocatori che hanno fatto la storia della pallacanestro italiana.
La Goriziana e la Triestina sono state società modello per la cura dei settori giovanili che hanno prodotto un gran numero di campioni. Gli istruttori, dotati di grande capacità personale, riuscivano a mescolare con maestria la cultura del gioco balcanico con quella statunitense. Già 50 anni fa si parlava di triangoli offensivi, di gioco libero, del blocco del centro per la guardia e taglio a canestro, dell’uso degli angoli di passaggio… Gli allenamenti curati nei dettagli erano delle vere lectio magistralis dove venivano sezionate le varie situazioni di gioco. Personalmente ricordo ancora le urla di Zorzi o le pacate “cazziate” di Bensa e Gubana, tre maestri non solo di sport ma anche di vita. Grande cura era indirizzata all’educazione al gioco di squadra che era prioritario al proprio ego: se un compagno era libero doveva ricevere il pallone senza esitazioni. Terra di grandi tiratori! Il motivo va ricercato nelle ore e ore di esercizi di tiro: palleggio arresto e tiro, palleggio con incrocio e tiro, … ripetuti centinaia di volte in allenamento. La tecnica e la velocità di esecuzione erano un tratto distintivo di tutti i giocatori di Gorizia e di Trieste.
Gorizia non ha mai vinto un campionato mentre quelli vinti da Trieste si perdono nella notte dei tempi ma quanti di noi sono stati protagonisti nei club delle grandi città? Tanti! Come non ricordare Paolo Vittori, a mio avviso il più grande giocatore di sempre anche se odio fare classifiche di questo genere, che fu ceduto da Milano a Varese per equilibrare il campionato? Gianfranco Pieri primo playmaker over size trenta anni prima di Magic? La lista sarebbe troppo lunga, preferisco fermarmi.
Indimenticabili gli allenatori che erano straordinari per la loro modernità: Zorzi predicava il passing game in tempi pionieristici, Pino Giergia dispensava basket di scuola balcanica, Dado Lombardi o Rudy Damico maestri di zone match up, …
Sembra quasi inspiegabile come una terra così fertile di campioni e buoni giocatori non sia riuscita nel dopoguerra a vincere un campionato. La risposta è molto semplice: i club sono sempre stati costretti a cedere i prezzi pregiati per sostenersi economicamente.
Mi piace ricordare il torneo estivo di Cormòns che partito in sordina finì per essere una sfilata di campioni! Dimenticavo, era un torneo dei bar!
La cultura e l’educazione allo sport erano il focus delle due società: se non diventavi un campione diventavi uno sportivo. La Ginnastica Triestina e La Ginnastica Goriziana erano più che dei club, erano la seconda famiglia di tutti noi. Qualcuno obbietterà che è passata troppa acqua sotto i ponti dell’Isonzo per riproporre quei modelli ma sono convinto che quell’impostazione sia tuttora attuale, vedi il Barcellona.
Il 24 febbraio a Trieste ci sarà una grande rimpatriata: l’Old Star Game 2019, il cui incasso verrà devoluto all’associazione Made in Carcere. Sarà bellissimo incontrare vecchi amici avversari di tante battaglie. Una volta tanto l’importante non sarà vincere ma essere generosi verso il prossimo.
Basket City detiene il record di presenze e raccolta fondi, la nostra missione è battere i record dei bolognesi. Noi siamo “Land of Basketball”: dimostriamolo!

All we need is Basketball
Charity Old Star game 2019
Land of Basketball

Carlo Fabbricatore