In vino veritas, in grappa figuriamocis di Carlo Fabbricatore

Dopo una giornata passata al mare nel golfo di Trieste con l’amico Andrè De Udinao che è nuovamente tornato a trovarmi dal Brasile decidiamo di finire in bellezza andando a cena in una frasca del Collio Goriziano.

Andrè è un grandissimo tifoso dell’Olimpia Milano nonché della squadra di Udine,  viste le sue origini friulane. Iniziamo a parlare di basket e il discorso cade sul paventato ingresso del gruppo FCA nel basket tramite la creazione di una polisportiva. Andrè che arriva dal Brasile ed è un grande appassionato di calcio  reputa questa notizia una boutade estiva e mi chiede dove può comperare una maglia da gioco di Cristiano Ronaldo. Quando la pallacanestro italiana sarà in grado di fare colpi di mercato di questo livello?

Arriva l’oste con un enorme piatto di prosciutto, lardo, salame, formaggio stagionato e un litro di merlot; semplicemente meraviglioso il pane fatto in casa che accompagna il piatto misto.

Il mondo del calcio ha varato le squadre femminili abbinate ai club di serie A, le squadre B (solo la Juventus ha aderito), diversi club stanno costruendo stadi di proprietà, … mentre il basket continua con il suo immobilismo. E ci chiediamo perché siamo un movimento minore: non ci sono idee, questa è l’amara verità.

Abbiamo una sola squadra che partecipa alla Euroleague e la Federazione crea veti e disagi alle società che partecipano alla EuroCup. Non servono ulteriori commenti.

Un giorno Rubini mi disse che “Per giocare in nazionale devi prima giocare e vincere con il tuo club”. Penso sia esaustivo il pensiero di uno dei “padri fondatori” del basket moderno.

Mentre stiamo parlando arriva una stupenda frittata con le erbe di campo e un altro litro di merlot; in lontananza vediamo il Sabotino e il Monte Santo.

La discussione si sposta sulla mancanza di giovani capaci di essere protagonisti a livello di serieA. Andrè ricorda gli anni dei derby Trieste/Gorizia/Udine/Venezia/Mestre quando il triveneto era “la pallacanestro” e mi domanda per quale motivo non esistono più molte di quelle realtà. I problemi sono molteplici: mancano i ragazzi che amano il gioco, non esistono più gli istruttori/allenatori, i costi di gestione dei settori giovanili sono troppo alti, non ci sono molti imprenditori appassionati, … e potremmo continuare all’infinito. L’unica grande gioia della pallacanestro italiana è “l’italiano” Nico Mannion notoriamente formato dal settore squadre nazionali.

I discorsi a una certa ora diventano profondi e Andrè mi dice che gli ultimi campionati sono stati di scarso livello, l’unica manifestazione interessante è l’Euroleague. Attacca i regolamenti protezionistici parlando di libera circolazione dei lavoratori come lui definisce i giocatori di serie A. Ha un moto di stizza quando gli faccio notare che un numero enorme di squadre di A2 deve schierare giocatori italiani e la maggior parte di quelli che fanno la differenza sono tutti over. I club si sobbarcano viaggi e costi da Euroleague. L’amico brasiliano mi pone una domanda: la Federazione cosa fa per incentivare l’uso dei giovani al di là di interventi di facciata? Mi avvalgo della facoltà di non rispondere.

L’ora tarda porta a ragionamenti sempre più complessi. Da grande tifoso dell’Olimpia mi chiede un giudizio sulla prossima stagione di Eurolegue. Credo che la squadra, se le guardie (James e Nedovic) saranno compatibili, possa essere equilibrata. Andrè da buon brasiliano mi incalza: siamo da Final Four? Anche quest’anno la società ha investito molto, senza farsi scoraggiare dai pessimi risultati sia dell’ultima stagione che di quelle passate. Obbligo per l’allenatore guidare la squadra almeno fino ai play off per accedere alle Final  Four.

Andrè, come la maggior parte dei tifosi, non vuole più sentir accampare scuse per le sconfitte europee e ovviamente non prende in considerazione la possibilità di non    vincere il campionato italiano.

Si informa delle squadre turche che potrebbero pagare la crisi economica che sta colpendo la Turchia. Molti giocatori potrebbero volere cambiare aria e si aprirebbero degli scenari inquietanti e impensabili fino a qualche giorno fa. Il Fenerbahce sarà penalizzato da questa situazione economica/politica?

Il discorso si sposta sulle squadre spagnole: il Real potrà dire la sua anche senza Doncic mentre il Barca potrà essere una mina vagante. Il Vitoria sarà sicuramente nelle prime otto.

Il CSKA si ripropone per la vittoria finale. Il Khimki potrebbe fare il salto di qualità.

Lo Zalgiris saprà ripetersi?

Le due ateniesi sempre al top e l’Olympiacos ha ulteriormente aumentato la sua competitività inserendo in panchina coach Blatt, per me assieme a Obradovic il miglior allenatore in Europa.

Il Maccabi è la grande incognita: sarà di primo livello o continuerà nell’anonimato degli ultimi anni?

Ricordiamo in ogni stagione Euroleague ci ha fatto scoprire nuove realtà e nuovi giocatori.

Mentre stiamo parlano arrivano dei chifeletti e delle pesche con il vino.

Andrè è un fiume in piena e mi chiede che stagione farà Trieste. Credo possa fare una buona stagione purché metabolizzi subito che la serie A non è la A2. Trieste ha un pubblico competente e attaccato ai giocatori come pochi: a mio giudizio il più bel pubblico d’Italia.

Conto, sljivovica e chiosa finale di Andrè che cita l’Avvocato: “Un cattivo giocatore guadagna sempre troppo … quello buono mai abbastanza”. Chiaro?

Guidate piano e con prudenza!

Risolleviamo il nostro gioco, amiamolo e soprattutto ritorniamo propositivi!

Ad Maiora

Carlo Fabbricatore