Virtus Bologna ko in casa con Ravenna

La prima battuta d’arresto è una che fa male. Perché interna, in una Unipol Arena il cui calore è fattore mai secondario nelle dinamiche della partita. Perché giocata fino a metà gara, quando un blackout improvviso e inspiegabile ha permesso a Ravenna di prendere in mano le redini della partita e non mollarle fino alla sirena conclusiva. Perché arrivata anche attraverso le mani di uno, Masciadri, cresciuto nelle giovanili bianconere. Una parabola del figliol prodigo senza lieto fine, in pratica.

La partita si sviluppa bene nel primo tempo. Ravenna parte benissimo ma la Virtus è attenta, guardinga, e alla prima occasione buona piazza il controparziale per il vantaggio con Umeh, incrementato subito dopo da LawsonLa gara è sul filoi romagnoli sono sostenuti da Raschi e Marks, e all’intervallo è pareggio. Il peggio arriva dopo la pausa: Sgorbati, Masciadri, Sabatini, Marks, cominciano a martellare da fuori e da dentro, e la Virtus è inaspettatamente in apnea. Chiumenti si aggiunge alla corrida, e per i bianconeri il solo Lawson prova a tamponare l’allungo Orasì, imitato poco dopo da un Umeh meno preciso del solito. Il tentativo di recupero nel finale risulta solo virtuale, perché le iniziative bianconere vengono prontamente rintuzzate dagli ospiti. Finisce 90-75 per Ravenna, con più di un rammarico. A Ferrara urgerà immediato riscatto. 

 

Luigi Ercolani