Virtus Bologna, l’Europa in tasca frena il mercato di Walter Fuochi

Fonte: fuochi.blogautore.repubblica.it di Walter Fuochi

Lasciata senza bombole ai piedi della montagna Milano, una San Siro più che un Himalaya, la Virtus resta per ora fra le prime otto, però sospesa nel vuoto. Proverà a non intristire per le quattro (prevedibili) sconfitte consecutive, ma dovrà pure chiedersi dove prendere le cinque vittorie che le mancano per i playoff. Fare meglio è doveroso, a partire dalla prossima, scomoda trasferta di Brescia, raccattati intanto giudizi fin troppo benevoli sull’ultima sfida in un PalaDozza sontuoso per arredi e partecipazione (unico neo, alcune condotte becere saldate ieri con 2.200 euro di multa).

I primi quindici minuti restano infatti lì, indigeribili: -21 sul tabellone, 13 punti segnati, appena 5 falli commessi, indizi traditori di una guerra solamente dichiarata. Poi, vero, cinque volte la Virtus si è arrampicata a -7, ma cinque volte è bastato a Milano un colpetto di gas per riallontanarsi. S’è giocato oppressi da sentori di verdetti ineluttabili, eppure, al di là della domenica impervia, questa Olimpia ha perso in stagione contro sei squadre italiane (cinque in campionato più Cantù in coppa) e altre sei volte (Virtus inclusa, all’andata) ha vinto in volata. E’ la più forte del mazzo, ma non è inaffrontabile. O tale non è stata in oltre metà delle sue partite in patria.

L’altra annunciata notizia di giornata è che avremo a Basket City l’Europa, comunque vada la stagione: e dunque in alto i calici, se a bollicine ci si accontenterà di pignoletto. La promessa della wild card da parte dei caporioni in parata di Fiba e Fip è già quasi un timbro sul modulo d’iscrizione, così pubblicizzata con personaggi, interpreti e sceneggiatura tanto plateali. E ben venga la Champions League, nel segno della realpolitik, se tutti vorranno chiamarla col suo nome, e acclarare che anche nella bottega Fiba sul virginale diritto sportivo si chiude un occhio, esposto sul marciapiede il cartello “qui si vendono indulgenze”, esattamente come nella parrocchia di fronte, che continua ad offrire coppe più rilucenti.

Il punto in tasca, piuttosto, esimerà a questo punto da un mercato di riparazione che dovrebbe sbattere contro una “bazza”, per attivarsi davvero. Così, l’unico innesto di primavera busserà oggi alla casa Fortitudo, confortandola con l’aggiunta di Okereafor, regista inglese in arrivo della Grecia. Esordirà con Treviso, domenica a mezzogiorno, se sta bene (pochi dubbi, avendo giocato fino a ieri), riavviando un turn over da spartire ogni partita fra soggetti diversi.