Ho visto fare stretching a bambini di 10 anni prima di una partita di Minibasket: non va bene!

Maurizio Mondoni

Uno degli argomenti più controversi e a volte interpretato in maniera confusa è senza dubbio quello che riguarda l’allungamento muscolare. A che età si inizia? Quando bisogna farlo, prima o dopo la seduta di allenamento? Per quanto tempo? Qual’è la tecnica migliore? È ampiamente dimostrato che le attività fisiche praticate in età giovanile contribuiscono a uno sviluppo armonico dell’organismo sia sul piano morfologico che funzionale, ma è necessario che l’attività motoria sia corretta e adeguata alle caratteristiche psicofisiche del ragazzo e alla sua particolare fase evolutiva. Prima di parlare dello stretching è meglio spendere qualche considerazione sulla mobilità articolare (flessibilità). La mobilità articolare è la capacità di riuscire ad eseguire volontariamente e in modo “mirato”, movimenti con la necessaria ampiezza ottimale di escursione dell’articolazione interessata. Distinguiamo:

  • una mobilità attiva, cioè la massima escursione che può essere raggiunta autonomamente con la sola attività muscolare;
  • una mobilità passiva, che rappresenta la mobilità che può essere raggiunta da un’articolazione grazie all’azione di forze esterne, per esempio l’uso di attrezzi o del proprio peso corporeo.

Riguardo alla mobilità attiva, il periodo più favorevole è tra gli 8 e i 12-13 anni per i maschi e tra gli 8 e gli 11-12 anni per le femmine. La formazione di questa capacità presuppone in una certa misura lo sviluppo della forza muscolare e un’adeguata coordinazione muscolare. Questo spiega perché l’età più favorevole allo sviluppo della mobilità attiva sia con l’inizio della fase puberale, cioè quando le capacità di forza muscolare raggiungono un livello sufficiente. Qualunque tipo di intervento per potenziare la mobilità attiva deve essere associato e integrato anche con un rafforzamento dell’apparato muscolo-tendineo, non solo per impedire iperestensioni o iperlassità legamentose, ma anche per rendere più efficace la formazione della mobilità stessa in questa fase. La mobilità passiva è tra le capacità più precoci da allenare. Il suo periodo di formazione inizia già nei primi anni di vita, interessa tutta l’età prepubere e continua fino alla prima fase dell’età pubere. L’allenabilità della mobilità passiva in età infantile è dovuta a fattori anatomo-funzionali, infatti per tutto il periodo dell’infanzia la massa muscolare non è ancora sviluppata, i tendini e i legamenti nei bambini sono abbastanza elastici ed estensibili, mentre il sistema scheletrico presenta ancora un’elevata componente cartilaginea. Per evitare danni al sistema motorio di sostegno, gli esercizi per migliorare la mobilità passiva devono essere svolti con molta attenzione e sotto il controllo continuo di personale competente. “Secondo me dai 6 agli 11-12 anni tantissima mobilità articolare a carico naturale e con i piccoli attrezzi, compreso il ball-handling, per preparare le articolazioni e gli annessi articolari e ……… lo stretching dopo! Molti non sono d’accordo e lo stretching lo somministrano a 9-10-11 anni, ma io la penso così”.

Prof. Maurizio Mondoni