Vuelle Pesaro, la strada è quella giusta

 

La vittoria su Caserta ha rafforza la convinzione dei Pesaresi, che il prossimo anno la Vuelle disputerà il campionato di Sera A; due punti in più danno forza e morale, ma non riempiono la pancia del tutto. Dopo due giorni di libertà in cui si è un po’ staccata la spina, oggi la Consultinvest torna in palestra per preparare il rush finale e proiettarsi sulle ultime tre partite. Il mantenimento della categoria è tornato a un passo e nelle proprie mani; la Vuelle sarà artefice del proprio destino visti i 4 punti di vantaggio accumulati su Cremona. Il facile successo su Caserta non deve e non può illudere; la Pasta Reggia si è presentata a Pesaro in condizioni particolari di formazione e bisogna guardare avanti, prendendo quanto di buono fatto nelle ultime due gare. La salvezza è ancora in bilico ma adesso è una corsa a due tra Consultinvest e Vanoli. Il calendario non è amico della Vuelle, che è attesa da due trasferte (a Pistoia e a Capo d’Orlando) e dal test interno con Milano: tre ostacoli alti. A Pistoia, che cerca i playoff, i due punti servono eccome, anche perché la squadra di Esposito dovrà poi andare a Reggio Emilia e a Brescia. La Vanoli riceverà Cantù, andrà a Varese e ospiterà Reggio. Grande protagonista per la Vuelle in queste ultime partite è sicuramente stato l’australiano Rotnei Clarke: questo play-guardia dal fisico tozzo, che a guardarlo non sembrerebbe proprio fatto per giocare a basket, è veramente un’iradiddio. Ha praticamente vinto da solo a Brindisi la partita in cui Pesaro è uscita dal sepolcro (33 punti, 7/9 da due, 3/3 da tre, 10/10 ai liberi con 11 falli subiti e 43 di valutazione!) firmando poi la resurrezione il sabato di Pasqua contro Caserta. Non solo e non tanto con i suoi 19 punti (e un terrificante 4/6 nel tiro pesante), ma tenendo saldamente in pugno i compagni e riuscendo a rimettere in riga anche Hazell, che fino alla settimana prima era contestatissimo dal pubblico.

“Quando sono arrivato, anzi, già al telefono quando sono stato contattato, mi era stato spiegato tutto:” – racconta il giocatore australiano- ” la tradizione di questa città nella pallacanestro e quanto i tifosi ci tenessero. L’ho capito poi ancor meglio quando sono arrivato e mi sto impegnando al massimo perché si possa conservare la serie A, perché a Pesaro il basket non è considerato né vissuto solo come un gioco, ma come un fatto sociale. Perciò sono molto felice che siano arrivate due vittorie, ma ancora non è fatta, quindi restiamo concentrati.”