Wade-James, fine di un’era

NBA

Fonte: Superbasket.it a cura di Stefano Belli

Nella notte italiana tra lunedì 10 e martedì 11 dicembre, allo Staples Center di Los Angeles è andato in scena l’ultimo incontro fra Dwyane Wade LeBron James su un parquet NBA (se escludiamo un rendez-vous in finale, al momento decisamente improbabile). Il loro abbraccio al termine dell’incontro segna la fine di un’avventura durata oltre quindici anni, un parallelismo che ha segnato indelebilmente la storia della pallacanestro americana.


GLI INIZI

Wade e James con Carmelo Anthony, le star del draft 2003
Wade e James con Carmelo Anthony, le star del draft 2003

Wade e James sbarcano nella lega la notte del draft 2003. LeBron, fenomeno da St. Vincent – St. Mary High School, è la scontatissima prima scelta assoluta, attesa come la venuta del Messia dai derelitti Cleveland Cavaliers. Dwyane, esplosiva guardia in uscita da Marquette, è un outsider; prima di lui vengono selezionati Carmelo Anthony (l’altra stella del draft, fresco di titolo NCAA con Syracuse) e Chris Bosh (con cui Wade e James si riuniranno a Miami), ma anche Darko Milicic, che guiderà i Detroit Pistons al titolo…dal fondo della panchina.
I due giovani innesti trasformano subito Cavs e Heat in squadre da playoff. Dwyane riesce addirittura a trascinare Miami al titolo NBA, vinto in rimonta contro i Dallas Mavericks nel 2006. In quell’occasione, un inarrestabile Wade viene anche eletto MVP delle finali. L’unica stagione conclusa senza playoff è il 2007/08, con il numero 3 fermato da un infortunio al ginocchio. Nel frattempo, LeBron domina sul piano individuale, aggiudicandosi il trofeo di MVP sia nel 2009 che nel 2010 e finendo regolarmente nel primo quintetto All-NBA. Cleveland, complice un supporting cast assolutamente inadeguato al livello del ‘Prescelto’, non riesce però a mettere le mani sul premio più grosso. Nel 2007, trainati da un monumentale James, i Cavs arrivano alle Finals, ma vengono spazzati via dai San Antonio Spurs nella serie per l’anello meno equilibrata della storia. Al termine della stagione 2009/10, dopo l’ennesima eliminazione precoce, LeBron capisce che è il momento di voltare pagina.

TEAM USA

James e Wade con il Team USA a Pechino 2008
James e Wade con il Team USA a Pechino 2008

Prima che le loro strade si incrocino a Miami, Wade e James hanno modo di giocare l’uno di fianco all’altro con la maglia della nazionale statunitense. La prima esperienza è un vero e proprio trauma; ancora giovanissimi, i due prendono parte alla spedizione di Atene 2004, quella che verrà ricordata da noi per la clamorosa sconfitta contro l’Italia di Basile e Pozzecco in un’amichevole di preparazione, da loro per la cocente umiliazione del mancato oro.
Per la USA Basketball, la medaglia di bronzo è uno smacco inaccettabile. Nell’intento di rimediare, l’organizzazione convince i top players a sottoscrivere un impegno quadriennale in vista di Pechino 2008. ‘Flash’ e ‘King James’, in continua ascesa, sono chiaramente al centro del progetto. Insieme – tra gli altri – a Bosh e Anthony, guidano Team USA sia all’oro mondiale (Giappone 2006) che a quello olimpico, conquistato dal cosiddetto ‘Redeem Team’.

SOUTH BEACH

Dwyane Wade e LeBron James negli 'anni ruggenti' di Miami
Dwyane Wade e LeBron James negli ‘anni ruggenti’ di Miami

La famosa frase “This fall I’m going to take my talents to South Beach”, pronunciata da LeBron in diretta televisiva, è l’inizio di una nuova era. Odiati come non mai (e i social network non erano ancora così diffusi), Wade e James si ricongiungono a Chris Bosh per dare vita alla dinastia dei Miami Heat. La squadra di coach Erik Spoelstra fa subito ‘piazza pulita’ della concorrenza a Est, raggiungendo le finali NBA in tutte e quattro le stagioni dei ‘Big Three’. Il primo anno finisce male, con i sogni di gloria infranti dagli immortali Mavs di Dirk NowitzkiJason Kidd e Jason Terry. Da lì in avanti, però, arrivano solo trofei, sigari e champagne; due titoli consecutivi (2012-2013), sempre con James MVP sia della regular season che delle Finals, e innumerevoli record di franchigia. I due amici mettono in scena uno spettacolo che, al sole della Florida, mai si era visto e mai si rivedrà. Il sipario sugli ‘anni ruggenti’ degli Heat cala nel 2014, quando degli incantevoli Spurs si prendono la rivincita per la beffa causata dalla leggendaria tripla di Ray Allen e chiudono la pratica-titolo in cinque partite.

CLEVELAND

James e Wade con la maglia dei Cleveland Cavaliers
James e Wade con la maglia dei Cleveland Cavaliers

Dopo l’ultima finale persa, D-Wade e LBJ si separano nuovamente. Il Re fa ritorno a Cleveland (dove, magicamente, i ‘tifosi’ recuperano dal caminetto le maglie bruciate) per continuare ‘a casa’ il suo dominio sulla Eastern Conference, mentre Wade e Bosh rimangono a Miami, in una squadra destinata alla mediocrità. CB1 sarà costretto a ritirarsi, nel 2016, in seguito a dei gravi problemi polmonari. Dwyane, nel frattempo, va in rotta di collisione con il presidente Pat Riley. Quando le posizioni dei due si fanno inconciliabili, il più grande simbolo della storia degli Heat decide di cambiare aria. Passa una stagione molto tormentata nella natia Chicago dove i Bulls, guidati da lui, Jimmy Butler e Rajon Rondo, vengono eliminati al primo turno di playoff dai Boston Celtics. Nell’estate del 2017, la tentazione di riunirsi è troppo forte. LeBron, indiscusso padrone della franchigia, chiama a Cleveland l’amico fraterno per accompagnarlo in un’ultima, disperata rincorsa ai Golden State Warriors. Le cose non vanno esattamente come sperato; a metà stagione i Cavs sono nel caos, lo spogliatoio è spaccato e i risultati tardano ad arrivare. La dirigenza, su pressione dello stesso James, scatena una vera e propria rivoluzione: ben sei elementi del roster vengono ceduti. Tra questi, figura proprio Dwyane Wade; ormai ricucito lo strappo con Riley, ‘Flash’ si era dichiarato desideroso di riabbracciare l’adorata Miami Beach.

FINE DI UN’ERA

Dwyane Wade e LeBron James in occasione del loro ultimo incontro, di scena allo Staples Center di Los Angeles
Dwyane Wade e LeBron James in occasione del loro ultimo incontro, di scena allo Staples Center di Los Angeles

L’ultima fase della convivenza tra Wade e James nella lega viene affrontata con ritmi e ambizioni differenti. LeBron, dopo l’ennesima stagione da candidato MVP, riesce in qualche modo a tornare alle Finals, ma Kevin Durant e compagni si rivelano di un altro pianeta: 4-0 e terzo anello in cinque anni sulla Baia. Quindi l’ennesima ‘Decision’ (stavolta senza dirette televisive) e l’approdo del numero 23 a Hollywood, per ridare lustro alla gloriosa maglia dei Lakers. Wade, sempre più logoro fisicamente, si ritrova in una Miami molto meno ‘glamour’ rispetto a quella dei ‘Big Three’. I playoff restano alla portata, ma ormai la Eastern Conference è il territorio di caccia di squadre giovani e affamate come Boston, Philadelphia e Milwaukee. Poco prima del via, lo storico capitano degli Heat annuncia che il 2018/19 sarà l’ultima stagione della sua carriera. Inizia quindi un malinconico ‘farewell tour’, che tra le tappe principali vede gli ultimi due scontri con l’amico di sempre. In Florida, James si presenta con un ‘regalino’ da 51 punti, asfaltando la sua vecchia squadra. In California il Re vince di nuovo, ma nel post-partita divide il proscenio con il ‘fratello’ Wade. Prima il finto trash talking, poi gli abbracci e lo scambio di maglia. E’ la fine di un’era. Per loro, ma anche per noi.